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LETTERA/ Perché la carità non piace ai "guru" di sinistra?

Un assistito in una mensa dei poveri, foto Ansa Un assistito in una mensa dei poveri, foto Ansa

La Caritas in primis. In 20 anni che opero a fianco di più di 8.000 di queste organizzazioni non ho mai sentito un musulmano, un ateo, un comunista lamentarsi per la caritatevole e concreta accoglienza ricevuta. Anzi è quello uno dei pochi luoghi dove avviene un'integrazione reale e sono molte le testimonianze di persone di religione non cristiana che collaborano con le associazioni in questione, magari proprio dopo essere state caritatevolmente accolte.

 

Almeno il 90% di queste associazioni possono definirsi "enti caritativi”, non per il servizio sociale che svolgono e non di certo per un deficit statale (molti di questi operavano ancor prima che lo stato esistesse) ma per carità cristiana, che piaccia o no. Madre Teresa ricevette un Nobel per la pace, non per la sua bravura ma per la carità che portava a tutti, ricchi e poveri. Le sue case in Italia sono sicuramente un ente Caritativo.

 

Infine, vorrei rivolgere un invito al professor Boeri. Mi metto a sua completa disposizione per visitare quanti enti caritativi desidera, sicuro che la testimonianza di uomini e donne lieti, ospiti e ospitanti, che vivono la carità come dono di sé al prossimo riporterà, come accade a me quando vado a visitarli, un po'di sorriso e di serenità.

 

(Marco Lucchini, direttore Fondazione Banco Alimentare ONLUS)

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COMMENTI
24/02/2011 - Sentirsi bisognosi non è di sinistra. (claudia mazzola)

E' appena stato qui Mario, ha organizzato con l'Happening delle famiglie uno spettacolo "Prima che venga notte" a favore di Avsi, ha consegnato la raccolta. Ottimo! Siamo tutti felici e contenti perchè prima la carità viene a noi, il dopo è una conseguenza dell'accaduto.