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PAPA/ Così anche anche la scienza dimostra che l'aborto uccide la famiglia

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Sugli Archives of Women Mental Health dell’agosto 2009, gli studiosi hanno messo a confronto donne che hanno abortito, con donne che hanno dato alla luce un bambino prematuramente (con tutti i rischi conseguenti) e donne che hanno partorito normalmente: i tassi di disturbi psichiatrici nei 3 gruppi sono rispettivamente del  22% (aborto), 18% (prematuri) e del 6% (normali).

 

Un recente studio danese è stato pubblicizzato per aver mostrato che abortire fa andare meno dallo psichiatra che partorire. Ma vi invito a leggere lo studio per vedere quante contraddizioni metodologiche contenga e come, alla fine, non possa non riconoscere che anche in quel gruppo di donne c’è un aumento dei disturbi della personalità di 1,5 volte dopo aver abortito.

 

E tutto questo sarebbe “terapeutico”? Certo non è terapeutico per il bambino che viene ucciso, e questi rischi non mostrano alcun effetto curativo per la donna. Sul fatto poi che certi medici indichino alle donne incerte l’aborto come “terapia”, anche questa non è un’invenzione del Papa: basta leggere cosa scriveva nel 1996 il prof Maroteaux, sugli aborti fatti per la previsione che il bambino sarebbe stato di bassa statura, su Archives de Pédiatrie. Parole forti, scritte da chi ha dedicato tutta la vita a curare il nanismo e ora vede che tutti i futuri “nani” non vengono lasciati nascere, sono indesiderabili, hanno perso, come scrive, “diritto di cittadinanza”.



Le conseguenze poi dell’aborto sugli altri figli della donna sono state ben spiegate dallo psichiatra francese Benoit Bayle, che parla di sindrome del sopravvissuto, con sensi di colpa e di onnipotenza in chi si rende conto che un suo fratello è stato ucciso prima di nascere, forse “per far nascere lui”. Insomma, anche in questo caso il Papa ha visto oltre quello che vogliono vedere gli altri e per questo sarà attaccato da chi si fida più della propria ideologia (in barba alle donne) che dei dati scientifici.



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