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IL CASO/ Michela, il milione vinto e quel calcio alla dea bendata...

Michela De Paoli, vincitrice di un milione di euro Michela De Paoli, vincitrice di un milione di euro

Michela De Paoli, 43 anni, casalinga di Pavia, disoccupata, dopo aver vinto un milione in un programma di quiz popolare ha dichiarato: “Nella nostra Italia, oggi, a fare notizia dovrebbe essere soprattutto il fatto che quella casalinga, che poi sarei io, non lo è per scelta, ma per necessità. Preferisco dire che sono casalinga solo perché suona meglio che disoccupata, ma la casalinghitudine non fa per me. Sento che potrei dare qualcosa a questa società. Ma, fino ad oggi, non ne ho avuto l’occasione. O non me l’hanno data. Per questo non dovete stupirvi se, mentre la prima cosa che salta in mente a chi vince una somma come quella che ho vinto io è, di solito, «finalmente smetterò di lavorare», io un lavoro mi auguro invece di iniziare a farlo. Ho già detto, e lo ripeto, che mi accontenterei di un posto da receptionist. Ma il mio sogno nel cassetto è fare l’organizzatrice di eventi. Si realizzerà mai? Ad essere sincera, non lo so. L’Italia non è un Paese per intelligenti. E’, piuttosto, un Paese culturalmente allo sbando”. L’Italia dice Paola la milionaria non è per intelligenti. La fortuna non è un dio per intelligenti. Ma per disperati.

 

Per chi non crede nemmeno più nel lavoro, per chi non crede nemmeno più in se stesso e nelle proprie possibilità. Michela ha tolto un velo dal viso apparentemente sorridente di questa nuova divinità che occhieggia in ogni tv e in ogni spot. Il potere che sempre vuole schiacciare gli uomini può usare molte armi.

 

Drogarli di sesso, di droghe, di ideologie, di aspirazioni fasulle, come quella alla botta di fortuna. Non solo incassa lauti proventi da questa mania, che non è più solo vizio del gioco, ma “immagine” antropologia, vizio divenuta filosofia. Perciò solo in apparenza pensiero fortissimo e invece debole e disperante.

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COMMENTI
03/02/2011 - Senza speranza e abbaglliati dalla fortuna (Marco Claudio Di Buono)

Così mi sento, senza speranza per il futuro, perchè dopo una laurea in ecomomia, dopo aver lavorato per 8 anni, dopo aver vinto due concorsi pubblici, mi ritrovo precario a 40 anni, per non dire disoccupato anche io come la Signora Michela. Quando sei disperato ti attacchi anche al superenalotto, alla dea fortuna, perché anche Dio sembra lontano, come sono lontani anche quelli che dovrebbero essere amici che ti guidano al Destino. Il potere politico è allo sbando, Governo e istituzioni non pensano ai problemi della gente e li abbagliano con giochi che alla fine deludono ancor di più. Anche io vorrei aver le mani in pasta, vorrei poter lavorare l'argilla per costruire qualcosa, ma non mi viene data nessuna opportunità. Almeno vincessi il superenalotto così ho i soldi e apro una bella attività!

 
03/02/2011 - Persone belle (c z)

Michela, grazie di non essere come quelle che vanno ai festini e poi finiscono elette in consiglio regionale. E' bello che in questa brutta Italia ci siano ancora persone belle come te.

 
03/02/2011 - La buona volontà va premiata. (claudia mazzola)

Che male c'è volere lavorare e dirlo pubblicamente? Dopo una vincita così sai quanti farebbero i fannulloni. Ho sentito la signora dire da Gerry che quei soldi li avrebbe usati a comprare una bifamiliare per stare vicino ai suoi genitori, la dea bendata l'ha aiutata, ora qualcuno se vuole le offra un lavoro e qui la fortuna non c'entra!