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IL CASO/ La bella Dominika, uccisa dal labirinto di una vita virtuale

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Dominika si è suicidata in una scuola di Roma (Imagoeconomica)  Dominika si è suicidata in una scuola di Roma (Imagoeconomica)


Magari allora potrei mettermi a parlare, come farebbe un qualsiasi commentatore, del disagio giovanile, della crisi di modelli, della schiavitù mediatica, della solitudine dell’adolescenza. Potrei mettere in luce il nesso tra questi due elementi osservando che il disperato attaccamento di Dominika a un ragazzo più piccolo di lei costituiva per la ragazza un tentativo di identificarsi con un modello fisico al quale temeva di non poter appartenere mai più.

In altre parole, in quel ragazzino privo nel nostro caso di qualunque importanza lei cercava sé stessa. Ma lei non sarebbe mai più rientrata in un corpo così, perché ora il tempo aveva cominciato a batterle dentro le orecchie, e le suggeriva le stesse cose che suggerisce a tutti noi: che la gioventù finisce, che diventeremo grandi e poi vecchi (forse), e saremo brutti e indesiderabili, e ci faremo rifare naso labbra tette ma non servirà a nulla.

Può darsi che questi pensieri, come spesso accade, inducessero la ragazza a studiare di più e meglio, a capire più in profondità i testi di letteratura assegnati dalla prof, e quindi a meritare bei voti. Questo per dire che un bel voto di solito non è segno di niente. Almeno io la penso così.

Ma c’è qualcosa di molto più importante, un’osservazione molto più grave, alla quale non può sottrarsi nessuno: né il preside di Dominika, né i suoi insegnanti, e nemmeno tutti noi.  

La cosa importante è che tutto quello che sappiamo del modo di pensare di Dominika ha a che fare con una parola che dovrebbe mettere paura come la morte: la parola “astrazione”. Perché è possibile gettare via tutta la vita (se ci penso mi viene la pelle d’oca!) avendo sempre e solo a che fare con modelli astratti: la bellezza fisica, la giusta alimentazione, l’amore ideale, e via via di questo passo fino allo scolaro modello, all’impiegato modello, al successo sul lavoro, alla vittoria nello sport, al potere (per quanto piccolo, quando non infinitesimale).


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COMMENTI
07/02/2011 - LA MAESTA' DELLA VITA (Angelo Lucio Rossi)

Nessuno può levarci dall'anima,dalle ossa e dalla carne la morte di Dominika.Siamo responsabili come educatori."Perchè è possibile gettare via tutta la vita avendo solo a che fare con modelli astratti".La nostra imperdonabile colpa è favorire l'astrazione nelle classi, nelle scuole, nella vita concreta di tutti i giorni.Perchè accade questo? Ch ha tolto a questa generazione il gusto della realtà? Chi ha tolto ai giovani il senso e il significato della realtà? Chi ci ha rigirati così? Dove sta la consistenza dell'uomo? Chi e che cosa ci impedisce di trascurare l'io? Chi ci condanna alla sperdutezza dell'io? Come è possibile abbracciare il nostro povero io? Se si trascura il proprio io, è impossibile vivere gli istanti.Domenika ci ha lasciati con una domanda che interroga la nostra responsabilità di educatori. Non possiamo continuare come se nulla fosse successo.C'è bisogno di Qualcuno che ci liberi dal male.C'è bisogno di una carezza del Destino che abbracci le nostre fragili esistenze.

 
07/02/2011 - A proposito di Dominika (Carla D'Agostino Ungaretti)

Povera Dominika, povera Elisa,povere tutte queste ragazze che non riescono a trovare la giusta direzione della loro esistenza! Ma soprattutto poveri noi tutti, genitori, insegnanti, educatori che non siamo riusciti a illuminare loro quella direzione! Quanti ragazzi dovremo ancora perdere prima di arrivare a capire che è necessaria una correzione di rotta in tutti i settori? Famiglia, scuola, televisione, sport, divertimenti, cinema, in tutto ciò che può lasciare un segno nell'anima e nella psiche un ragazzo? E aggiungo anche la parrocchia, che non è più, come una volta, un valido supporto all'opera educativa della famiglia e della scuola, perché sembra intimidita nel presentare con forza (come dovrebbe) i valori cristiani. Dobbiamo metterci in testa tutti che educare significa buttare il sangue e la vita per i nostri figlioli, sacrificando egoismi ed interessi; soprattutto oggigiorno, epoca di relativismo, bisogna riuscire a far capire loro che la vita umana è un dono meraviglioso che non deve essere sprecato sacrificandolo agli idoli di moda che domani saranno dimenticati. Occorre una sinergia di ferro tra tutte le agenzie educative, ma quali genitori, quali insegnanti, quali educatori, oggi, sono all'altezza di un compito che essi stessi sono incapaci di svolgere?