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IL CASO/ La bella Dominika, uccisa dal labirinto di una vita virtuale

Dominika si è suicidata in una scuola di Roma (Imagoeconomica) Dominika si è suicidata in una scuola di Roma (Imagoeconomica)


Quello che mi preoccupa è che, per le generazioni giovani (e anche per quelle non più giovanissime) la realtà, anziché essere il punto di inizio della conoscenza, sembra essere diventata qualcosa di irraggiungibile, un’isoletta lontana persa nella nebbia.

Quando sento parlare di “eccellenza” e di “merito” a proposito del futuro della scuola (e dell’università) mi viene il vomito. Ci si illude di porre rimedio alla voragine educativa continuando a farcire, a rimpinzare le povere teste dei ragazzi di contenuti su contenuti. Ma se non c’è quel punto di partenza, ben radicato e sempre richiamato, non è difficile prevedere che ad accaparrarsi l’”eccellenza” e il “merito” saranno o i più furbi - quelli cioè che sanno stare al gioco - o i più stupidi - quelli che non hanno capito che esiste un gioco.

Qualunque sia la causa della morte della povera Dominika, quello che è certo è che è stata devastata da un macigno fatto di astrazione, e che la scuola non può fare spallucce dando la colpa alla tv e alle mode fregandosene del fatto che, spesso, il suo modo di presentare i contenuti è peggio della tv e delle mode.

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COMMENTI
07/02/2011 - LA MAESTA' DELLA VITA (Angelo Lucio Rossi)

Nessuno può levarci dall'anima,dalle ossa e dalla carne la morte di Dominika.Siamo responsabili come educatori."Perchè è possibile gettare via tutta la vita avendo solo a che fare con modelli astratti".La nostra imperdonabile colpa è favorire l'astrazione nelle classi, nelle scuole, nella vita concreta di tutti i giorni.Perchè accade questo? Ch ha tolto a questa generazione il gusto della realtà? Chi ha tolto ai giovani il senso e il significato della realtà? Chi ci ha rigirati così? Dove sta la consistenza dell'uomo? Chi e che cosa ci impedisce di trascurare l'io? Chi ci condanna alla sperdutezza dell'io? Come è possibile abbracciare il nostro povero io? Se si trascura il proprio io, è impossibile vivere gli istanti.Domenika ci ha lasciati con una domanda che interroga la nostra responsabilità di educatori. Non possiamo continuare come se nulla fosse successo.C'è bisogno di Qualcuno che ci liberi dal male.C'è bisogno di una carezza del Destino che abbracci le nostre fragili esistenze.

 
07/02/2011 - A proposito di Dominika (Carla D'Agostino Ungaretti)

Povera Dominika, povera Elisa,povere tutte queste ragazze che non riescono a trovare la giusta direzione della loro esistenza! Ma soprattutto poveri noi tutti, genitori, insegnanti, educatori che non siamo riusciti a illuminare loro quella direzione! Quanti ragazzi dovremo ancora perdere prima di arrivare a capire che è necessaria una correzione di rotta in tutti i settori? Famiglia, scuola, televisione, sport, divertimenti, cinema, in tutto ciò che può lasciare un segno nell'anima e nella psiche un ragazzo? E aggiungo anche la parrocchia, che non è più, come una volta, un valido supporto all'opera educativa della famiglia e della scuola, perché sembra intimidita nel presentare con forza (come dovrebbe) i valori cristiani. Dobbiamo metterci in testa tutti che educare significa buttare il sangue e la vita per i nostri figlioli, sacrificando egoismi ed interessi; soprattutto oggigiorno, epoca di relativismo, bisogna riuscire a far capire loro che la vita umana è un dono meraviglioso che non deve essere sprecato sacrificandolo agli idoli di moda che domani saranno dimenticati. Occorre una sinergia di ferro tra tutte le agenzie educative, ma quali genitori, quali insegnanti, quali educatori, oggi, sono all'altezza di un compito che essi stessi sono incapaci di svolgere?