BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

J'ACCUSE/ Le coppie gay dietro il nuovo attacco alla legge 40

Foto FotoliaFoto Fotolia

Nella fecondazione eterologa, la scelta di introdurre in modo artificiale un soggetto terzo rispetto alla dinamica familiare implica un sovvertimento dei vincoli affettivi che caratterizzano il rapporto di coppia. Il presunto diritto al figlio diventa una sorta di grimaldello che scardina la naturale relazione di questa donna con questo uomo, per cui crea una nuova e artificiale relazione con un soggetto che si pone come padre reale, ma destinato a un anonimato affettivo ed emotivo.

 

Questo figlio sarà con tutta probabilità figlio di questa madre e di un padre altro, di cui successivamente qualcuno prenderà il posto, non perché il bambino sia rimasto orfano e sia stato abbandonato, ma perché intenzionalmente qualcuno ha decretato la “morte” affettiva del padre, destinandolo a una concreta forma di abbandono. Da un punto di vista simbolico si è capovolta un’antica condizione per cui il padre abbandonava il figlio, trasformandola in una nuova situazione in cui il figlio abbandona il padre, non appena è stato concepito. Una sorta di “usa e getta” rivolta al maschio considerato esclusivamente come fornitore di spermatozoi. Un utilitarismo che non ha nulla di quella ricchezza di affetti familiari che pure dovrebbe “garantire la realizzazione della vita familiare”. Tutti i ruoli sono invertiti ed è abbastanza facile immaginare come da questo punto di partenza si possa poi arrivare allo sfilacciamento di tutti gli altri legami affettivi.

 

L’eterologa in una prassi antica non era altro che il segno e il simbolo di “un tradimento” in cui il concepito era figlio di un altro e come tale andava incontro a una serie di difficoltà e di disagi in cui la componente affettiva ed emotiva si intrecciava spesso anche con quella economica ed ereditaria. La moderna tecnologia diagnostica ha più volte permesso disconoscimenti o riconoscimenti di figli nati al di fuori del vincolo coniugale, riconoscendo un valore strutturale al rapporto naturale tra madre e padre e tra figlio e relativi genitori. Figlio naturale e figlio adottivo possono vantare gli stessi diritti rispetto a molteplici parametri, ma resteranno pur sempre diversi, proprio sotto il profilo naturale, in cui la componente biologica appare essenziale.

 

Oggi la tecnologia permette di correggere numerosi errori che possono darsi in natura, facilita processi che altrimenti non potrebbero giungere a buon fine, funge da catalizzatore in situazioni ad alta complessità, ma non potrà mai alterare la dialettica naturale che vede un figlio come frutto di un rapporto tra una donna e un uomo, che sono a buon diritto genitori di questo figlio. L’evoluzione tecnologica che proprio nel campo della procreazione sembra permettere dei livelli di complessità inimmaginabili fino a pochi anni fa non può modificare la consapevolezza che ogni figlio è figlio di una madre e di un padre, che lasciano nel suo organismo, cellula per cellula le tracce della loro identità, sempre rintracciabili in tutto l’arco della vita e in ogni cellula del suo organismo.


COMMENTI
07/02/2011 - Continuiamo a farci del male? (Sergio Palazzi)

On. Binetti, le scrivo da cattolico, liberale, di destra, sposato in Chiesa per convinzione, genitore. Mettiamo che io sia d'accordo col 90% di quel che lei dice e pensa. Ma mi vuol dire che c'entrano in questo le coppie gay? Come se, almeno fino a qualche tempo fa, non fosse comune che coniugi gay (magari entrambi) contraessero matrimoni formalmente impeccabili per evitare scandali e discriminazioni, crescendo anche, magari con affetto, dei figli sulla cui linea biologica non c'era peraltro modo - né soprattutto ragione - di indagare? Come se invece non fosse vero che figli di famiglie perfettamente regolari e convenzionali non siano stati e siano vittime di inconcepibili mostruosità, testimoni di infamie di ogni genere? O importa forse che entrambe le cose avvengano nel silenzio per non turbare benpensanti e farisei? La minaccia alla vita sono le coppie gay, o ben altro? Possibile, ancora, che dopo tante battaglie sui principi lei non veda differenze tra una (opinabilissima) inseminazione artificiale ed una fecondazione in vitro (omologa o no), pluriabortiva, spesso eugenetica? E dire che la cultura cattolica, e prima quella ebraica, han millenarie tradizioni di equilibrio contro i rigorismi di letture manichee della Legge (qualcuno le chiama "buon senso"). Che testimonianza più efficace daremmo al mondo, sapendo distinguere tra la gravità delle scelte che riguardano coscienza, anima e affettività del singolo e quelle che comportano reali crimini contro la vita...