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J'ACCUSE/ Le coppie gay dietro il nuovo attacco alla legge 40

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L’obiettivo che i detrattori della legge 40 si pongono è proprio quello di sfidare la politica ad abbandonare le sue incertezze e le sue titubanze per definire il chi è della famiglia, con la sua mission specifica, che la vede contestualmente impegnata nel dare la vita e nel custodirla fino alla sia naturale conclusione. Difendere la legge 40 sta diventando uno dei modi concreti per difendere contestualmente vita e famiglia, preservando l’una e l’altra dai ripetuti assalti che nascono da una visione individualistica dell’uomo, che svaluta i diversi tipi di legame, a cominciare da quelli familiari, considerandoli come un mero ostacolo alla realizzazione di sé.

 

La fecondazione artificiale eterologa è una delle tante picconate alla famiglia che si riveste di buonismo e di familismo, ma anche in questo caso non riesce a nascondere quale sia il suo punto di approdo: la legge 40 apre alle coppie di fatto (se provviste di determinati requisiti di stabilità), ma è proprio il vincolo dell’eterologa che non consente attualmente la fecondazione nelle coppie omosessuali.

 

Ammettere la fecondazione eterologa potrebbe essere l’inizio di un processo che la legge italiana non prevede e quindi un modo di raggirare non una legge, ma l’intero impianto della nostra Carta costituzionale e del nostro diritto attuale. Per questo ci auguriamo che il No della Consulta sia chiaro, netto e consapevole.



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COMMENTI
07/02/2011 - Continuiamo a farci del male? (Sergio Palazzi)

On. Binetti, le scrivo da cattolico, liberale, di destra, sposato in Chiesa per convinzione, genitore. Mettiamo che io sia d'accordo col 90% di quel che lei dice e pensa. Ma mi vuol dire che c'entrano in questo le coppie gay? Come se, almeno fino a qualche tempo fa, non fosse comune che coniugi gay (magari entrambi) contraessero matrimoni formalmente impeccabili per evitare scandali e discriminazioni, crescendo anche, magari con affetto, dei figli sulla cui linea biologica non c'era peraltro modo - né soprattutto ragione - di indagare? Come se invece non fosse vero che figli di famiglie perfettamente regolari e convenzionali non siano stati e siano vittime di inconcepibili mostruosità, testimoni di infamie di ogni genere? O importa forse che entrambe le cose avvengano nel silenzio per non turbare benpensanti e farisei? La minaccia alla vita sono le coppie gay, o ben altro? Possibile, ancora, che dopo tante battaglie sui principi lei non veda differenze tra una (opinabilissima) inseminazione artificiale ed una fecondazione in vitro (omologa o no), pluriabortiva, spesso eugenetica? E dire che la cultura cattolica, e prima quella ebraica, han millenarie tradizioni di equilibrio contro i rigorismi di letture manichee della Legge (qualcuno le chiama "buon senso"). Che testimonianza più efficace daremmo al mondo, sapendo distinguere tra la gravità delle scelte che riguardano coscienza, anima e affettività del singolo e quelle che comportano reali crimini contro la vita...