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BARBONCINO UCCISO/ La bufala colossale: il cagnolino non è stato soppresso e la signora Iannotta non esiste

La storia del barboncino ucciso perché la padrona non aveva pagato la tassa comunale relativa sarebbe una bufala colossale.

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La storia del barboncino ucciso perché la padrona non aveva pagato la tassa comunale relativa sarebbe una bufala colossale.

Ricordate la triste storia della signora il cui barboncino, in Svizzera, è stato soppresso per non aver pagato la relativa tassa comunale? Non è vero nulla. Si tratterebbe di una bufala colossale, egregiamente riuscita, cui tutti i media internazionali hanno dato ampio risalto. Non esisterebbe neanche la signora Marilena Iannotta, fantomatica proprietaria del cagnolino ucciso nella cittadina di Rencovilier, comune svizzero del Giura Bernese, in base ad una legge cantonale che risale al 1904.


Flavio Torti, primo cittadino del comune, non ne può più. Ha già ricevuto 700 mail indignate da cittadini privati e associazioni ambientaliste. E continua a dover smentire: «E' un'invenzione della stampa non so neppure chi sia questa donna, non esiste. Qui a Reconvillier i cani non li ammazziamo. Non è vero niente. Mi ha già chiamato la televisione Tsr, ma ora sono stufo di questa storia. Abbiamo mandato un comunicato stampa già dieci giorni fa».

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