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PADOVA/ Cadavere di una persona scomparsa come Yara in obitorio da 7 anni

Foto Ansa Foto Ansa

MOLTI SONO STRANIERI - In tutta Italia sono diverse le banche dati, gestite dalle Questure e dai dipartimenti di Medicina legale, dove gli esperti cercano di fare luce su vite oscure e spesso finite tragicamente. Gli indizi possono essere i lineamenti di un volto, un orecchino, un anello, un tatuaggio, quel che resta dei vestiti. La maggior parte dei cadaveri senza nome sono di persone straniere, e negli ultimi anni con l’intensificarsi dei flussi migratori il problema si è aggravato. Se la legge prevede infatti che a tutti gli extracomunitari regolari siano prese le impronte digitali, questo non vale per gli irregolari che spesso per di più arrivano in Italia senza documenti. Come scrive il sito web genovapost.it, dal 1 gennaio 1974 al 31 marzo 2010 le persone scomparse nel nostro Paese sono state 24.804, di cui 10.121 italiani e 14.683 stranieri. I maggiorenni sono stati 14.456, di cui 8.310 italiani e 6.146 stranieri. I minorenni erano 10.348, di cui 1.811 italiani e 8.537 stranieri, in Liguria sono 605, solo nella provincia di Genova 428.

 

SEPPELLITI DALLA BUROCRAZIA - Per ognuno di questi numeri, c’è un mistero irrisolto e una storia spesso inquietante. Anche per tentare di darvi una risposta, per poter procedere alla sepoltura di un cadavere senza nome è necessaria una decisione del Tribunale. Come dichiarato a genovapost.it da Vincenzo Lorenzelli, dell’associazione Penelope Italia, che si occupa di questi casi irrisolti, «purtroppo per i familiari degli scomparsi non è semplice identificare un cadavere: gli istituti di medicina legale non sono accessibili ai privati cittadini, spesso l’iter burocratico per ottenere l’esame del Dna si trasforma in un vero e proprio calvario, a meno che non sia fatto a proprie spese, e agire privatamente è quasi impossibile se non c’è un provvedimento del magistrato».