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Cronaca

AFRAGOLA/ Dopo 15 anni ritrovano la madre sparita nel nulla: «Non vi riconosco più, dimenticatemi»

Clochard alla stazioneClochard alla stazione

LEGGE SPIETATA - In questi casi la legge parla chiaro: nessuno può essere obbligato a tornare alla vita normale, e se uno desidera condurre un’esistenza da clochard, la sua scelta deve essere rispettata. E così Giuliana è stata riaccompagnata alla stazione, lasciando i figli in un’apprensione senza fine. Come rivela Elisa, «l’ho trovata magra, quasi scheletrica». La ragazza però non vuole arrendersi, e ha deciso che tornerà a Genova in cerca della madre. Come spiega la 29enne, «non abbiamo intenzione di costringerla a nulla, ma come è possibile che nessun medico si chieda se una donna che non riconosce più i suoi figli possa soffrire o no di un qualche grave disagio psichico e che avrebbe magari bisogno di un aiuto urgente».

 

LA NOMINA DI UN TUTORE - In realtà, la legge prevede che possa essere scelto un tutore, chiamato «amministratore di sostegno», per quelle persone che per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di scegliere per sé. Anziani o disabili, ma anche alcolisti, tossicodipendenti, carcerati, malati terminali, ciechi, possono essere coinvolti da un provvedimento del giudice, che nomina una figura che si prenda cura della loro persona.

 

(Pietro Vernizzi)

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