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YARA GAMBIRASIO/ Conferenza stampa: "Servono mesi di indagini"

La conferenza stampa sul caso Yara gambirasio. Indagini ancora in alto mare, ci vorranno dei mesi ha detto il procuratore aggiunto di Bergamo. Non si consoce la causa della morte

Foto Ansa Foto Ansa

"Non ci sono novità" sono le prime parole pronunciate dal procuratore aggiunto di Bergamo Massimo Meroni durante la conferenza stampa tenuta stamane per aggiornare sul caso Yara Gambirasio.

Il procuratore fa il punto su le tante indiscrezioni e voci che si sono susseguite negli ultimi gironi: "Premetto però che si tratta di tutti accertamenti suscettibili anche a cambiamenti significativi, in riferimento ai prossimi accertamenti e fino a quando non saranno terminati gli accertamenti tecnici, che richiederanno ancora molto tempo". Aggiungendo: "Non stiamo parlando di giorni e neppure di settimane. Serviranno mesi". Poi Meroni è entrato nello specifico: "Sul corpo della bambina sono presenti dei segni di arma, dei tagli di una certa lunghezza sui polsi, sul collo e sul dorso. Forse anche sulle gambe. Con novità per quanto riguarda i tagli sui polsi che sarebbero stati tagliati entrambi e internamente e quindi non dovrebbero essere lesioni di difesa. Allo stato attuale questi tagli, superficiali, non dovrebbero inoltre essere la causa della morte e non si è ancora accertato se i tagli sono stati inferti prima o dopo il decesso. Per quanto riguarda il disegno che formano, non pare si tratti di un disegno deliberato: parrebbe del tutto casuale".

Niente omicidio satanico dunque e neanche morte per dissanguamento: "I tagli potrebbero essere stati una concausa del decesso, abbinati ad altri fattori". Ci sono poi delle contusioni sul corpo: "Una sopra la testa e altre due sul volto. L'origine è incerta  e forse sono stati provocati da un corpo contundente o da percosse o da una caduta". Il decesso: "Per quanto riguarda l'epoca del decesso Yara sarebbe morta poche ore dopo la sua scomparsa - ha continuato il procuratore -. Sembrerebbe quasi certo che Yara sarebbe morta nel luogo dove è stata ritrovata, a Chignolo, e poche ore dopo la scomparsa". Nessun segno di violenza sessuale: "Questo non significa che chi l'ha uccisa non potrebbe aver tentato una violenza sessuale. I suoi indumenti erano in ordine, solo il reggiseno è stato trovato slacciato ma comunque indossato".