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IL CASO/ La sentenza che difende il crocifisso da un magistrato

Pubblicazione:mercoledì 16 marzo 2011

Un'aula di Tribunale (Foto Imagoeconomica) Un'aula di Tribunale (Foto Imagoeconomica)

Sul punto la Corte di Cassazione ha infatti rilevato che, allo stato, non esistono disposizioni legislative che consentano l’esposizione di simboli religiosi diversi dal crocifisso nei luoghi pubblici che si trovano sul nostro territorio nazionale. Secondo la Corte di Cassazione, su un piano teorico il legislatore potrebbe decidere sia di vietare tout court l’esposizione di simboli religiosi in luoghi pubblici, sia di consentire a ogni soggetto di vedere rappresentati in questi luoghi i simboli della propria religione.

 

A detta della Corte, quest’ultima soluzione, tuttavia, potrebbe risultare problematica sotto il profilo della praticabilità concreta, della tutela dei diritti dei non credenti e dei possibili conflitti tra una pluralità di identità religiose tra loro incompatibili.Certamente, potranno influire sulle possibili scelte del legislatore nazionale su tale argomento altre pronunce giudiziariedi giudici nazionali ed europei, prima fra tutte la decisione della Grande Chambre della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sul caso Lautsi, prevista per venerdì 18 marzo.

 

Tale decisione riguarda il ricorso proposto dal Governo italiano, con il sostegno di Armenia,Bulgaria, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, Principato di Monaco, Romania, Federazione Russa e San Marino, contro la pronuncia di prima istanza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che aveva condannato l’Italia per l’esposizione dei crocifissi nelle aule scolastiche.


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COMMENTI
16/03/2011 - Consiglio di Stato (marletta riccardo)

Credo che Lei si riferisca alla decisione n. 556/2006, resa sempre con riferimento al caso Lautsi. Cordiali saluti rm

 
16/03/2011 - la palla al legislatore ordinario... (attilio sangiani)

In breve: la Cassazione italiana rimanda la palla al legislatore ordinario ed applica le norme vigenti. Mi pare già un successo,a difesa della esposizione del Crocifisso,che la Corte non abbia rimesso d'ufficio le norme vigenti alla Corte Costituzionale... Molto più articolate e convincenti "de jure condito" le motivazioni di una storica sentenza del Consiglio di Stato ( non ricordo,in questo momento,nè l'anno nè il numero ). Cordialmente