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NUCLEARE/ Ecco dove dovrebbero sorgere le centrali italiane e i siti per le scorie

Pubblicazione:mercoledì 16 marzo 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Un dossier presentato per una interrogazione parlamentare da Ermete Realacci, esponente dell'ala Verde del partito democratico, presenta una mappatura effettuata nel 1979 dei possibili siti per la costruzione di centrali nucleari e siti per la sistemazione delle scorie. La mappa, a cura del Comitato nazionale per l'energia nucleare, è stata riconosciuta dal governo come ancora valida.

La mappatura, dopo il referendum che nel 1986 fermò lo sviluppo del nucleare del nostro paese, torna dunque di attualità alla luce della decisione del governo Berlusconi di tornare all'energia nucleare. Gli esperti avevano individuato le locazioni seguendo queste indicazioni base: i vincoli per identificare i siti devono essere geologicamente stabili, devono avere tanta acqua ed essere relativamente poco popolosi. Se ne trovano in ogni regione italiana, dal Piemonte (a nord di Chivasso lungo il Po e lungo la Dorea Baltea a sud di Ivrea) alla Sicilia (la costa nel comune di Licata, la costa tra Marina di Ragusa e Torre di Mezzo, la costa intorno a Gela e quella a sud di Mazara del Vallo).

In Lombardia si segue ovviamente il corso del Po individuando zone a sud di Mantova a sud di Cremona, arrivando fino al delta del Po e in Veneto alla foce del Piave. In pratica si tratta di locazioni tutte nelle vicinanze di corsi d'acqua o della costa: vengono dunque escluse regioni come l'Umbria, la Liguria, nonostante la lunga costa ma troppo densamente popolata.


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