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NUCLEARE/ Da Fukushima al Vajont la cappa ideologica che lascia al buio l’Italia

Negli ultimi giorni il dibattito sul nucleare, a causa di quanto sta accadendo in Giappone, si è fatto più acceso nel nostro Paese. ROBI RONZA chiarisce alcuni aspetti importanti

Foto Ansa Foto Ansa

Se la questione della sicurezza dal rischio nucleare in Italia stesse davvero a cuore di chi sta alimentando la campagna di allarme attualmente in corso sui nostri giornali e telegiornali, alla notizia dei danni causati dal recente terremoto in Giappone alla centrale di Fukushima saremmo stati inondati da servizi sulle centrali nucleari in funzione nella Francia meridionale, in Svizzera e in Slovacchia (dove ce n’è una che è di proprietà dell’Enel).

Cronisti e telecronisti sarebbero stati sguinzagliati a caccia di interviste a direttori di centrali francesi, a viticoltori provenzali al lavoro nelle loro vigne, ad allevatori bernesi intenti alla mungitura delle loro mucche sullo sfondo di impianti nucleari o infine ad assaggiatori piemontesi di vini impegnati in degustazioni di raffinati bianchi della valle del Rodano prodotti pigiando uva cresciuta all’ombra di reattori nucleari.

Per tutta l’Alta Italia e per la Sardegna un eventuale guasto in uno di questi impianti avrebbe infatti conseguenze ben più gravi del guasto in un’eventuale centrale nucleare del Lazio. Qualunque cosa accada poi alla centrale di Fukushima danneggiata dal recente sisma, la questione è rilevante sul piano umano, ma non pone per noi alcun problema di sicurezza. Diversamente dal caso del Giappone, che non aveva alternative essendo il suo territorio interamente sismico, in Europa non si sono costruite, né si costruiranno centrali in aree soggette al rischio di terremoti. Il problema che perciò si pone nel paese del Sol Levante (peraltro oggi tecnicamente risolvibile, come ho già scritto altrove) non esiste da noi.

Siccome però la vera posta in gioco non è il rischio nucleare in Italia, che ai “registi” della campagna in questione importa poco o niente (e fanno bene, perché in effetti è irrisorio), bensì l’agognata uscita di scena di Berlusconi, eccoci allora sommersi da una valanga di notizie enfatiche e imprecise magari in partenza dal Giappone, ma pensate in Italia.


COMMENTI
17/03/2011 - W la grande Germania (Mariano Belli)

Ho letto oggi su un giornale "concorrente" (in realtà tutti dovrebbero "concorrere" al vero, purtroppo non è così) un ottimo articolo dal titolo che dice tutto "La Germania ha scelto : Puntiamo su sole e vento". Ecco, i paesi evoluti vanno avanti, l'italietta dei mille interessi di bottega va indietro, e come al solito si cerca di buttarla in caciara per mischiare la carte. Che tristezza!

 
17/03/2011 - concordo,e... (attilio sangiani)

concordo pienamente con l'articolo. Aggiungerei che sarebbe giusto chiedere a chi si oppone,con ragioni fasulle,al nucleare in Italia,di accollarsi la responsabilità della lenta crescita o del declino della economia italiana. Infatti una delle cause principali è proprio il costo della energia,che entra nel costo di produzione di ogni bene o servizio.Oltre all'invecchiamento fisico e mentale della nostra gente ed ai persistenti vincoli monopolistici e burocratici,nonchè al vetero-sindacalismo CGIL che premia i fannulloni e non il merito,come insegna la vicenda della Fiat nelle varie località italiane .

 
17/03/2011 - Qui da noi (Diego Perna)

Qui da noi è ormai tutto politica, è vero abbiamo vicinissime le centrali francesi o slovene, e dalle sue parti c'è pericolo, qui dalle mie meno, vivo in Sicilia e sono quindi più lontano che Tokio. Se non erro siamo cinti dalle Alpi, muraglia che ci darebbe un pò di di tempo, qualora dovesse capitare il peggio. Se i paesi a noi vicini, hanno deciso diversamente, a favore del nucleare, non è a noi imputabile, come non lo è il fatto che in Libia avrebbero voluto disfarsi di un dittatore e purtroppo, anche per indifferenza o interesse del mondo , non ci sono riusciti. In una cosa lei non sbaglia,e sarebbe facile a chi chiunque vederlo. Se Repubblica o Ansa non sono allineati con il governo, e lo sappiamo tutti, accentueranno la catastrofe, qualora non fosse già abbastanza straordinariamente eccezionale, così da generare quel sentimento di paura, umanamente comprensibile, e far dire no al nucleare a quella gente che poco si occupa di questioni reali, ma che si muove a seconda di ciò che i media e i loro proprietari desiderano. Allo stesso tempo, chi il nucleare lo vuole, si muove perchè si costruiscano centrali, senza chiedersene la convenienza economica, ma solo per affiancare il Berlusconi di turno. Con tutta la stima che ho per lei dott.Ronza, non posso condividere ciò che le ha scritto. Buona Serata e Unità d'Italia. P.S A Messina c'è stato terremoto e Tsunami, facendo i dovuti scongiuri, non è stato necessariamente una tantum.

 
17/03/2011 - prospettiva futura (angelo canavese)

L'articolo mi sembra si collochi sul livello della battaglia politica: e quindi come per tutte le battaglie, cerca di smascherare gli attacchi dal nemico. Tuttavia quello che e' successo nella centrale del Giappone e' reale, ed anche se non fosse successo niente, varrebbe forse la pena domandarsi sotto che prospettiva di vita futura si vuole ricoprire il mondo di (sicure) centrali atomiche.