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NUCLEARE/ Da Fukushima al Vajont la cappa ideologica che lascia al buio l’Italia

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Foto Ansa  Foto Ansa

Per rendersi conto di come stanno veramente le cose c’è un mezzo alla portata di tutti, si tratta di Internet: basta confrontare quanto si legge sul sito italiano Ansa Notizie e rispettivamente sul sito inglese Bbc News. Sembra che stiano parlando di due avvenimenti diversi che accadono per magia nel medesimo luogo, tanto il quadro catastrofico descritto nel primo è diverso da quello ovviamente drammatico, ma nient’affatto disperante, che viene delineato nel secondo. In tempi normali, l’equilibrata informazione tipica della Bbc è il grande esempio proclamato (anche se mai seguito) da tutta la stampa “progressista” italiana. In questi giorni, invece, non se ne parla nemmeno.

 

Adesso inizia la fase due: dopo aver montato la panna descrivendo un rischio che in Europa non c’è, in questi giorni si sono poi girati i riflettori verso il nostro Continente descrivendo, di nuovo in modo enfatico e impreciso, la decisione dell’Unione europea - prudentemente ovvia tenuto conto dello stato d’animo della gente - di chiedere verifiche straordinarie a tappeto delle quasi 150 centrali nucleari in funzione in Europa: un provvedimento che poi di fatto si risolverà nella raccolta di informazioni riguardo a meccanismi e a procedure di controllo che sono comunque già in atto.

 

È pur vero che la produzione di energia implica dei rischi specifici, ma allora perché in Italia, se ce ne fosse bisogno, non parliamo di quello legato alle dighe che alimentano le centrali idroelettriche, una delle quali, quella del Vajont, provocò il più grave incidente causato in tutta la nostra storia da un impianto di produzione di energia?



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COMMENTI
17/03/2011 - W la grande Germania (Mariano Belli)

Ho letto oggi su un giornale "concorrente" (in realtà tutti dovrebbero "concorrere" al vero, purtroppo non è così) un ottimo articolo dal titolo che dice tutto "La Germania ha scelto : Puntiamo su sole e vento". Ecco, i paesi evoluti vanno avanti, l'italietta dei mille interessi di bottega va indietro, e come al solito si cerca di buttarla in caciara per mischiare la carte. Che tristezza!

 
17/03/2011 - concordo,e... (attilio sangiani)

concordo pienamente con l'articolo. Aggiungerei che sarebbe giusto chiedere a chi si oppone,con ragioni fasulle,al nucleare in Italia,di accollarsi la responsabilità della lenta crescita o del declino della economia italiana. Infatti una delle cause principali è proprio il costo della energia,che entra nel costo di produzione di ogni bene o servizio.Oltre all'invecchiamento fisico e mentale della nostra gente ed ai persistenti vincoli monopolistici e burocratici,nonchè al vetero-sindacalismo CGIL che premia i fannulloni e non il merito,come insegna la vicenda della Fiat nelle varie località italiane .

 
17/03/2011 - Qui da noi (Diego Perna)

Qui da noi è ormai tutto politica, è vero abbiamo vicinissime le centrali francesi o slovene, e dalle sue parti c'è pericolo, qui dalle mie meno, vivo in Sicilia e sono quindi più lontano che Tokio. Se non erro siamo cinti dalle Alpi, muraglia che ci darebbe un pò di di tempo, qualora dovesse capitare il peggio. Se i paesi a noi vicini, hanno deciso diversamente, a favore del nucleare, non è a noi imputabile, come non lo è il fatto che in Libia avrebbero voluto disfarsi di un dittatore e purtroppo, anche per indifferenza o interesse del mondo , non ci sono riusciti. In una cosa lei non sbaglia,e sarebbe facile a chi chiunque vederlo. Se Repubblica o Ansa non sono allineati con il governo, e lo sappiamo tutti, accentueranno la catastrofe, qualora non fosse già abbastanza straordinariamente eccezionale, così da generare quel sentimento di paura, umanamente comprensibile, e far dire no al nucleare a quella gente che poco si occupa di questioni reali, ma che si muove a seconda di ciò che i media e i loro proprietari desiderano. Allo stesso tempo, chi il nucleare lo vuole, si muove perchè si costruiscano centrali, senza chiedersene la convenienza economica, ma solo per affiancare il Berlusconi di turno. Con tutta la stima che ho per lei dott.Ronza, non posso condividere ciò che le ha scritto. Buona Serata e Unità d'Italia. P.S A Messina c'è stato terremoto e Tsunami, facendo i dovuti scongiuri, non è stato necessariamente una tantum.

 
17/03/2011 - prospettiva futura (angelo canavese)

L'articolo mi sembra si collochi sul livello della battaglia politica: e quindi come per tutte le battaglie, cerca di smascherare gli attacchi dal nemico. Tuttavia quello che e' successo nella centrale del Giappone e' reale, ed anche se non fosse successo niente, varrebbe forse la pena domandarsi sotto che prospettiva di vita futura si vuole ricoprire il mondo di (sicure) centrali atomiche.