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LETTERA/ Quel fiume di scartoffie che lascia il Veneto “alluvionato” da 45 anni

Pubblicazione:venerdì 18 marzo 2011

un mezzo anfibio dei Vigili del fuoco in azione a Soave, in provincia di Verona (Foto Ansa) un mezzo anfibio dei Vigili del fuoco in azione a Soave, in provincia di Verona (Foto Ansa)

Il fatto è che per mettere in moto i cantieri richiesti dai danni di ottobre gli uffici hanno avviato la consueta esasperante trafila burocratica, fatta di timbri, carte bollate, permessi da firmare, circolari e quant’altro. Peccato che il meteo abbia il difetto di prescindere dalle scartoffie e dalle procedure, e che in queste ore abbia presentato un nuovo conto, sia pure parziale.

 

Il presidente della Regione Zaia spiega che sono già stati erogati acconti per un importo del 30% (poche decine di milioni) ai sindaci, e che oggi i soldi in cassa sono 150 milioni. Con i quali bisognerebbe sistemare argini, organizzare bacini, allestire casse di espansione: cifra ridicola per un compito del genere, e, soprattutto, per quell’organico progetto di ingegneria idraulica di cui il Veneto avrebbe vitale bisogno dal 1966, come segnalato dal professor D’Alpaos.

 

Quanta acqua dovrà passare, ahimè non sotto i ponti ma sopra, prima che chi di dovere capisca?



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