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YARA GAMBIRASIO/ Giustizia e Paradiso, a Brembate risuona la "sfida" di don Corinno

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Un momento della fiaccolata per Yara Gambirasio (Foto Ansa)  Un momento della fiaccolata per Yara Gambirasio (Foto Ansa)

Ma? «Ma il rischio che adesso qualcosa si spezzi c’è. Noi qui abbiamo toccato con mano il male del mondo, quel male che c’è sempre, ma che quando accade ai piccoli rom o ai bambini-soldato dell’Africa ci sembra così lontano, estraneo. Invece, adesso è una ferita aperta, sanguina. Allora la tentazione è rimarginarla a modo nostro».

 

Cioè? «I migliori, magari, consolandosi al pensiero che Yara è in paradiso. Altri, e non sono pochi, specie fra i giovani, invocando una giustizia durissima. Altri ancora hanno pensato bene di affidarsi agli specialisti: hanno chiamato un’equipe di psicologi per aiutare le amiche di Yara a “superare il trauma”».

 

Invece? «Invece il male c’è, è reale, è il male di tutti, il mio male. Non si elimina con gli specialisti o la vendetta, nemmeno si esorcizza pensando che “tanto c’è il paradiso”. Il problema è se quel che ha detto don Corinno, “il paradiso oggi è più vicino”, è una bella affermazione di fede o un’esperienza reale. Non basta che io risponda a mia figlia che Yara è in paradiso. Mia figlia, io, abbiamo bisogno che il paradiso sia un’esperienza, qui e ora. Questa è la vera sfida che Yara ci lascia; questo il miracolo di cui tutti abbiamo bisogno».

 

(Roberto Persico)



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COMMENTI
07/03/2011 - Volare troppo in alto (luisella martin)

A volte per consolarci, finisce che voliamo troppo in alto, fino ad arrivare ad un punto in cui ciò che avviene sulla terra é così piccolo da essere indistinto...Vediamo solo un movimento lento di piccoli puntini e ciò pare consolarci...Siamo arrivati nell'anticamera del Paradiso e,oltre la soglia,ci sono i nostri defunti ad attenderci! Ma sarà davvero così? Io credo nel Regno dei Cieli,quello di cui ha parlato Gesù, quello che comincia già qui, che non possiamo ignorare per non soffrire, per non interrogarci, per non assumerci le nostre responsabilità... Ci sono dolori così grandi che nemmeno Gesù riesce a consolare subito, ma le Sue parole rimangono le uniche che portano alla Verità ed alla Giustizia

 
02/03/2011 - Il miracolo di Yara (alessandra de pra)

Credo che Yara sia diventata figlia di tutti i genitori d'Italia. Tutti hanno sofferto con lei e con la sua famiglia, tutti hanno atteso trepidanti la lieta notizia del suo ritrovamento. Tutti, come titolava domenica l'Avvenire, hanno pianto la sua perdita. Perchè questa bambina abbia potuto toccarci così tanto, è misterioso. Yara ci ha riuniti in modo singolare, richiamandoci tutti a qualcosa di universale che fa di noi uomini veri: l'amore, la solidarietà, la fede. In un momento di particolare degrado morale, il suo sorriso radioso e la sua personale tragedia suonano come un monito a ritrovare un senso al nostro agire, anche sociale e politico. Davvero la sua vita, di soli 13 anni, non è trascorsa inutilmente. Yara ci ha donato anche la scoperta casuale del suo cadavere, dono che ha ottenuto dal Paradiso dove giustamente don Corinno ritiene sia giunta. Vorrei chiedere a Yara un altro miracolo: la conversione del suo assassino. Non c'è bisogno di pene durissime, quelle in vigore sono sufficienti pur che vengano applicate. Sarebbe grande il giorno in cui il cuore di quest'uomo fosse toccato al punto di costituirsi.

 
02/03/2011 - grazie bobo (fulvio matone)

è proprio così, finalmente una parola vera su questa vicenda, la sfida è che la nostra ragione si apra a conoscere così il reale (intelligenza della fede - intelligenza della realtà). Che battaglia!