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CROCIFISSO/ L'esperto Usa: così l'Europa si salva dal laicismo francese

Pubblicazione:lunedì 21 marzo 2011

Il crocifisso può restare nelle aule scolastiche italiane (Foto Ansa) Il crocifisso può restare nelle aule scolastiche italiane (Foto Ansa)

Il caso Lautsi ha riecheggiato molti degli argomenti utilizzati negli ultimi tre decenni dalla Corte Suprema degli Stati Uniti per mantenere, secondo la tradizione, presepi, croci e Decaloghi nelle strutture pubbliche americane. Pur restando in una non totale convergenza nel trattare le rispettive cause sui simboli religiosi, le Alte Corti americana e europea hanno ora sei insegnamenti in comune.

 

Primo: la tradizione conta. Nei tribunali americani, i simboli religiosi tradizionali tendono a ottenere migliori risultati rispetto a quelli nuovi. La prolungata e consueta presenza nella vita pubblica di un simbolo religioso lo rende non solo più accettabile ma indispensabile per definire chi siamo come popolo. Nel caso Lautsi, il giudice Bonello ha affermato con forza questo argomento nella sua relazione: “Un tribunale dei diritti dell'uomo non può permettersi di soffrire di Alzheimer storico e non ha nessun diritto di disattendere la continuità culturale di una nazione che si è sviluppata nel tempo, né di ignorare ciò che, lungo i secoli, ha plasmato e definito il profilo di un popolo”.

 

Secondo: i simboli religiosi hanno spesso un valore culturale civile. I tribunali americani hanno a lungo riconosciuto che il Decalogo non è solo un comandamento religioso, ma anche un codice morale comune, che la croce non è solo un simbolo cristiano, ma anche una commovente commemorazione del sacrificio militare. Quando esposto in modo appropriato e passivo, il significato di un simbolo può essere lasciato alla decisione di chi lo guarda, una sorta di libero mercato dell’ermeneutica. La decisione nel caso Lautsi ricorda questa logica. Pur affermando l’origine religiosa del crocifisso, la Corte ha accettato la tesi dell’Italia che “il crocifisso rappresenta anche i principi e i valori” di libertà, uguaglianza e fraternità che “costituiscono i fondamenti della democrazia” e dei diritti umani in Occidente.


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