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CROCIFISSO/ L'esperto Usa: così l'Europa si salva dal laicismo francese

Il crocifisso può restare nelle aule scolastiche italiane (Foto Ansa) Il crocifisso può restare nelle aule scolastiche italiane (Foto Ansa)

Terzo: i valori locali meritano rispetto. In America, la dottrina del federalismo richiede che i tribunali federali si rimettano alle pratiche e politiche dei singoli stati, a meno che si riscontrino chiare violazioni dei diritti costituzionali federali sul libero esercizio della religione. La Corte Suprema ha utilizzato questa dottrina per confermare l’esposizione passiva di croci e Decaloghi nei parlamenti degli stati. Nel caso Lautsi la Corte ha utilizzato, più o meno allo stesso modo, la dottrina europea del “margine di apprezzamento”. In assenza di un consenso europeo sui simboli pubblici della religione e non rilevando l’imposizione di pratiche religiose o di indottrinamento, la Corte ha lasciato all’Italia di decidere in che modo contemperare il simbolismo religioso della sua maggioranza cattolica con la libertà religiosa e i diritti sull’educazione delle sue minoranze atee.

 

Quarto: la libertà religiosa non esige la secolarizzazione della società. La Corte Suprema degli Stati Uniti è diventata famosa per la sua immagine di “un alto e inespugnabile muro di separazione tra Chiesa e Stato”, che ha lasciato la religione assolutamente fuori dalla vita politica e dalle istituzioni pubbliche. Tuttavia, in realtà la Corte ha abbandonato molto questa stretta separazione e ora consente sia ai partiti non religiosi che a quelli religiosi di dar luogo a pacifiche attività pubbliche, anche nelle scuole. La Corte europea dei diritti dell'uomo è diventata allo stesso modo famosa per promuovere una laicità di stile francese nelle scuole e nella vita pubblica, condannando il velo musulmano e altri simboli religiosi in quanto contrari al “messaggio di tolleranza, rispetto degli altri, di uguaglianza e non discriminazione che una società democratica deve conservare”. Il caso Lautsi suggerisce una nuova linea di condotta che rispetta i diritti di gruppi sia religiosi che laici a esprimere le loro opinioni e al contempo consente ai governi di tener conto delle opinioni religiose della maggioranza dei suoi cittadini.