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YARA GAMBIRASIO/ Le prove nel dna: 500 test al vaglio degli investigatori

Pubblicazione:giovedì 24 marzo 2011

Foto Ansa Foto Ansa

YARA GAMBIRASIO TEST DNA - Senza alcuna vera pista da seguire, gli inquirenti che indagano sull'assassinio di Yara Gambirasio puntano tutto sui dati genetici. Ben 500 test del dna, preso da frequentatori della palestra di Brembate, da parenti, conoscenti, amici vari, anche lavoratori del cantiere da sempre al centro dei sospetti, vengono vagliati con attenzione. la speranza è quella se non di arrivare direttamente all'assassino, almeno di giungere a un parente. Perché? Se ovviamente il mostro che ha martirizzato Yara non si presenterà a fare un test del dna, potrebbe andarci qualche parente, ignaro di avere in famiglia l'assassino.
Ecco perché in paese in molti si stanno sottoponendo volontariamente agli esami. Ma è anche vero che la sola palestra che frequentava la ragazzina ha ben 2500 iscritti: numeri altissimi che inevitabilmente portano all'esclusione di tanta gente, e magari proprio del ricercato omicida. Sul corpo di Yara, come si sa da tempo, sono stati trovati due profili genetici, di persone sconosciute. Fino ad oggi sono stati comparati con il dna di 300 persone e non si è arrivato a nulla, nessuna traccia genetica coincide. Ha spiegato il magistrato che conduce le indagini: "Questo nell'ipotesi che il dna isolato sui guanti di Yara sia quello dell'assassino". Appunto. Quindi indagini che procedono nel buio, rami da mesi senza arrivare a nessun punto fermo. Spiega un esperto di test genetici: "Da un dna completo e leggibile si possono ricavare informazioni straordinarie. Più tempo si ha a disposizione per lavorare i campioni, più cose si possono sapere sul proprietario e più è alta l'attendibilità dei risultati". Da questi esami si risale anche ad esempio al colore degli occhi e dei capelli di una persona. Ma tutto questo va poi v erpicato con altre prove, contestualizzato con esami dei tabulati telefonici e molto altro. Il rischio altrimenti è di incolpare persone assolutamente innocenti. Parlare di dna ovviamente necessita di qualche spiegazione. Si tratta infatti di un acido nucleico che contiene le informazioni genetiche, 'acido desossiribonucleico o deossiribonucleico. Queste informazioni genetiche sono necessarie alla biosintesi di RNA e le proteine, molecole necessarie allo sviluppo e al giusto funzionamento della maggior parte degli essere viventi. Ciascuno di noi eredita in parti uguali il dna del proprio padre e della propria madre. Il dna di ciascuno di noi è unico a meno non si tratti di gemelli identici. L'affidabilità di un test del dna è sicura al 99,9%, si dice.
L'esame dei tabulati telefonici. E proprio l'esame dei tabulati telefonici è un'altra pista molto studiata. Si stanno infatti facendo complicati calcoli matematici sull'intensità dei segnali dei cellulari. Questo per scoprire se negli spostante di utenze telefoniche nello spazio di tempo della sparizione di Yara ci siano spostamenti tra Brembate Sopra e Chignolo. Per gli inquirenti lo spazio di tempo indagato è quello di un'ora, al massimo un'ora e mezza. Il problema è che da quanto è emerso fino ad oggi, gli assassini (o l'assassino di Yara) sono stati estremamente attenti. Il modo in cui hanno saputo neutralizzare il cellulare di Yara potrebbe suggerire che abbiano saputo rendere nullo anche il proprio e dunque tutte queste indagini sui tabulati sarebbero del tutto inutili. Il pm che conduce le indagini, Letizia Ruggeri, intanto se la prende con la stampa che negli ultimi giorni avrebbe messo in giro notizie del tutto inattendibili, invenzioni giornalistiche come le ha definite lei. Ad esempio la morte per strangolamento. Il magistrato assicura che non esiste nessuna ipotesi di morte per strangolamento. Di fatto, non esiste nessuna certezza su come sia morta Yara. Anche le voci che parlavano di tracce di dna sui vestiti di Yara è stata del tutto esclusa. Come è possibile dopo settimane di indagini sul corpo di Yara? Di fatto questa indagine è nel buio più totale, secondo alcuni anche per colpa di gravi errori commessi dalle forze dell'ordine nei primi giorni dopo la sparizione della ragazzina. Contrasti ad esempio tra carabinieri e polizia.

 L'unica cosa che il magistrato sa dire al momento è riguardo ai colpi intensificati sulla testa: "Ci sono tre aree di infiltrazioni di sangue anomale al volto e al capo. Se si è trattato di pugni o di un corpo contundente è difficile dirlo. Comunque non ci sono riflessi di quei colpi sulle ossa del volto e del cranio". Un altro mistero poi che non si riesce assolutamente a risolvere è quello del poco sangue ritrovato sui vestiti di Yara. "E' un mistero - aggiunge un investigatore "l'assenza di una certa quantità di sangue sui vestiti di Yara". "Ci sono solo alcune infiltrazioni di carattere putrefattivo - spiega il pubblico ministero - sul terreno, che contengono anche sangue, probabilmente non derivato però dalle ferite con arma da taglio. E non è stata individuata nessuna scia di sangue sul terreno tale da pensare ad un trascinamento del corpo".

 

 



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