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YARA GAMBIRASIO/ Le prove nel dna: 500 test al vaglio degli investigatori

Pubblicazione:giovedì 24 marzo 2011

Foto Ansa Foto Ansa

YARA GAMBIRASIO TEST DNA - Nelle parole del magistrato sembra quasi spuntare l'ipotesi della resa: l'assassino non sarà mai trovato? Le utenze telefoniche: "Ci sono ben 4000 utenze che sono passate da Brembate a Chignolo d'Isola quella sera. Un rompicapo. Abbiamo davvero lavorato su tutto. Ogni ambiente possibile è stato battuto, dai cantieri della zona agli amici e alle persone più conosciute da Yara, fino a potenziali stupratori seriali. Il delitto a sfondo sessuale resta l'ipotesi prevalente, ma ad esempio si è presa davvero in considerazione anche la pista satanica". C'è comunque una precisa lesione provocata da arma da taglio, la ferita riscontrata su Yara copre la parte anteriore del collo, da parte a parte. La trachee risulterebbe recisa. ecco dunque la più probabile causa della morte, allora. Il taglio avrebbe provocato una crisi respiratoria e quindi la morte. Tra chi lavora all'autopsia del cadavere di Yara anche alcuni esperti entomologi. Chi sono? Sono esperti di insetti. Perché dove c'è un cadavere ci sono sempre gli insetti. Osservando lo stadio evolutivo dell'insetto sopra, dentro e attorno al corpo in decomposizione, è possibile infatti risalire alla data, al luogo e alle cause della morte. Uno dei protagonisti, in positivo ovviamente, di questa tragica storia, è il parroco di Brembate, don Corinno Scotti. E' sempre stato il punto di riferimento per la comunità cittadina, durante la sparizione di Yara e anche dopo il suo ritrovamento.
E in molti se en sono accorti. tanto che proprio in questi ultimi gironi il parroco ha ricevuto un dono che lo ha particolarmente commosso. Si tratta di una casual, la veste con cui il sacerdote recita la messa, inviatagli direttamente dalla basilica di Padre Pio in Puglia. Glie l'ha spedita il sacrista laico della basilica a San Giovanni Rotondo, spiegando in una lettera di averla confezionata personalmente insieme alla moglie con pura lana vergine. Al centro della casual hanno ricamato uno Yota che simboleggia Yara e il Cristo Redentore. La via dove risiede la famiglia Gambirasio è intanto stata riaperta al traffico, dopo che per molte settimane, allo scopo di tenere alla larga giornalisti e curiosi, il traffico era stato escluso a tutti tranne che ai residenti. Si tratta di via Rampinelli. Il sindaco che aveva dato la disposizione di blocco del traffico l'ha revocata. Rimane il divieto di accesso all'ultima parte della strada, quella dove sorge proprio la casa dei Gambirasio. Esclusa poi l'ipotesi che si possa indagare nuovamente su Fikri, il marocchino che nei primi gironi delle indagini era stato arrestato come sospetto. Il magistrato Letizia Ruggeri ha infatti escluso che su di lui ci sia alcun nuovo sospetto o elemento di indagine. "È da quando ho firmato la scarcerazione - ha precisato il magistrato - che ritengo che non ci siano elementi su di lui. E nuovi elementi non sono emersi nel corso delle indagini fino ad ora. Quindi non vedo perché risentirlo". Un caso dunque quello di Yara che rischia di rimanere irrisolto.



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