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Cronaca

IL CASO/ Carlo Giuliani, una sentenza favorevole che condanna l'Italia

Carlo Giuliani (Foto Ansa)Carlo Giuliani (Foto Ansa)

No. La Corte non può dir questo, ma solo concludere che non c’è stata una privazione arbitraria della vita. C’è un paragrafo molto importante in cui la Corte in pratica dice: noi non siamo un giudice penale e dunque non spetta a noi dire se c’è stata una violazione del diritto penale, un omicidio oppure no. Dobbiamo solo dire se c’è stata una violazione della Convenzione. Questo è fondamentale per non travisare il senso della sentenza. Perché ci potrebbe essere una violazione della Convenzione anche se non c’è stato un omicidio. Potrebbe accadere anche il contrario,  pur se sarebbe più difficile.

 

Si può dire che la Corte stigmatizza l’attacco «violento e illegale» - per usare i termini impiegati nella sentenza - da parte dei manifestanti quel 20 luglio 2001 a Genova?

 

Sì: la Corte insiste molto sulla circostanza che c’è stato una attacco dei manifestanti e vi era necessità di respingerlo da parte delle forze dell’ordine. Ma la mia impressione, derivante da una prima lettura della sentenza, è che la Corte non abbia valorizzato a sufficienza una serie di altri argomenti che avrebbero potuto deporre in senso contrario. In particolare, la circostanza che in quell’occasione il ricorso alla forza, e a quel tipo di forza, non era «assolutamente necessario».

 

Non era assolutamente necessario? Si trattava di guerriglia urbana.

 

Bisogna intendersi. L’uso della forza è lecito se costituisce l’unico modo per respingere l’attacco. Non basta cioè che sia opportuno, desiderabile o anche solo necessario. Deve essere «assolutamente necessario». Non «assolutamente necessario» vuol dire che l’uso della forza non era effettivamente l’unico mezzo a disposizione per respingere l’attacco. Capisco che il termine «assolutamente» possa dare luogo ad equivoci, ma occorre comprenderne il significato.

 

Si spieghi, professore.


COMMENTI
25/03/2011 - molto fumo.... (attilio sangiani)

Mi sembra che il titolo non interpreti bene l'articolo. Infatti l'autore critica, semmai, la sentenza, che non avrebbe scandagliato altri aspetti dei fatti di Genova, ma che "ha assolto" lo Stato italiano per quanto riguarda la materia di competenza giurisdizionale della Corte. Nel complesso, poi, mi sembra che l'autore faccia l'avvocato del padre di Giuliani, piuttosto che limitarsi a commentare, da esperto di diritto internazionale, la sentanza in esame.

 
25/03/2011 - Un po' di senso comune (Adriano Sala)

Il dolore della famiglia è condivisibile: perdere un figlio è una tragedia che nessuna sentenza può lenire. Non possiamo però dimenticare che Carlo non è andato verso i carabinieri con un mazzo di fiori ...