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SBARCHI/ 2. "Vi racconto l'invasione di Lampedusa, dove la situazione è esplosiva"

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Un barcone di clandestini a Lampedusa (Foto: IMAGOECONOMICA)  Un barcone di clandestini a Lampedusa (Foto: IMAGOECONOMICA)

Tossicodipendenti in astinenza, minorenni partiti da soli senza i genitori, irregolari giunti in Italia dopo essere stati ripetutamente rimpatriati negli anni scorsi. A ciascuno dei 6mila immigrati tunisini sbarcati a Lampedusa corrisponde una storia, ma quella di alcuni di loro è molto più complicata delle altre. A raccontare la situazione sempre più esplosiva che si sta creando sull’isola è il responsabile nazionale per l’Immigrazione della Caritas, Oliviero Forti, raggiunto telefonicamente al termine di una giornata estenuante trascorsa ad assistere i tunisini. Un’intervista movimentata, troncata all’improvviso per l’arrivo dell’ennesima imbarcazione che costringe Forti a precipitarsi a riva per soccorrere gli immigrati. I quali, come sottolinea il responsabile Caritas, «non sono rifugiati politici ma irregolari, che vengono in Italia per motivazioni strettamente economiche, in cerca di una vita migliore. Molti di loro prima di imbarcarsi conoscono già la situazione sull’isola e i disagi cui vanno incontro, ma non li giudicano sufficientemente sfavorevoli per disincentivare la partenza».

Forti, com’è la situazione a Lampedusa in queste ore?

La situazione è di sovraffollamento estremo, siamo arrivati a circa 6mila presenze oltre ai residenti, con in prospettiva ulteriori sbarchi che ci sono stati comunicati via mare. In queste ore stanno iniziando ad arrivare gli eritrei provenienti dalla Libia, che a differenza degli altri immigrati potrebbero godere dello status di rifugiati. Si apre quindi un nuovo fronte, dopo la Tunisia è la volta della Libia. Con un’isola sempre più esasperata. Oggi (ieri, ndr) è arrivata anche una nave turistica di Grimaldi per evacuare un certo numero di persone, ma occorre fare uno sforzo ulteriore.

Che cosa l’ha colpita di più in queste ore passate a soccorrere i tunisini?

Episodi se ne potrebbero raccontare a centinaia perché ogni migrante ha una storia, ognuno di loro è portatore di sogni e problemi. Chiaramente ci sono categorie più vulnerabili, penso alle persone che arrivano in Italia con problematiche legate alla dipendenza da droghe o da altre sostanze, e che hanno quindi bisogno di un’assistenza particolare. I tunisini stanno uscendo da un conflitto e vedono in Lampedusa il primo approdo per un percorso che potrà essere tra i più belli come tra i più brutti.

Ci sono anche molti minorenni?


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