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Cronaca

SBARCHI/ 2. "Vi racconto l'invasione di Lampedusa, dove la situazione è esplosiva"

Un barcone di clandestini a Lampedusa (Foto: IMAGOECONOMICA)Un barcone di clandestini a Lampedusa (Foto: IMAGOECONOMICA)

Oggi (ieri, ndr) ne abbiamo visitato un centinaio. Ci sono alcune famiglie con bambini piccoli, che vivono l’esperienza dello sradicamento dalla loro realtà. Un’esperienza drammatica per un adulto, figuriamoci quanto lo può essere per un bambino di tre o quattro anni. E se il fatto di essere qui con la loro famiglia può attenuare la situazione, abbiamo visto anche diversi minori non accompagnati, che vengono in Italia da soli.

E per quali motivi un ragazzino può decidere di partire da solo per l’Europa?

Per gli stessi motivi degli adulti, perché un ragazzino di 16-17 anni che parte da questi Paesi è assimilabile a un 20enne del nostro ricco Occidente. Quindi chiaramente vanno loro stessi in cerca di fortuna.

Com’è l’atteggiamento dei lampedusani nei confronti degli immigrati?

Eccezionale. La popolazione di Lampedusa si sta dimostrando non solo accogliente ma anche benevola, sopportando oltre ogni limite. La sera per esempio i residenti partecipano volontariamente alla distribuzione di tè e caffè negli accampamenti improvvisati nella zona vicino al porto. Impegnandosi inoltre nella preparazione del cibo e nella distribuzione del vestiario e mettendo a disposizione il proprio tempo 24 ore su 24. E’ davvero un’esperienza meravigliosa e penso che da nessuna altra parte si sarebbe avuto una risposta di questo tipo. Ma va anche detto che c’è un limite superato il quale nessuno è più in grado di sopportare, e ormai siamo giunti oltre quel limite.

Che cosa le hanno raccontato gli immigrati con cui ha parlato?

Mi hanno detto quello che ci si può aspettare da queste persone. Sono arrivati nel nostro Paese con la prospettiva di trovare una sorte migliore, soprattutto dal punto di vista lavorativo. La maggior parte non punta a fermarsi però in Italia, ma a dirigersi verso la Francia, la Svizzera o altri Paesi europei dove spesso hanno anche dei contatti.

Che cosa sta facendo la Caritas per risolvere la situazione?