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Cronaca

IL CASO/ L'esperto: ecco perché un simbolo non può sostituirsi a un senso religioso

Una protesta Sikh (Foto: ANSA)Una protesta Sikh (Foto: ANSA)

Nell’ambito, poi, delle situazioni relative ai simboli e agli indumenti, espressione di sentimenti religiosi e non invasivi (dunque generalmente liberi e legittimi), sui quali potranno prevalere soltanto esigenze di sicurezza per l’incolumità di altri esseri umani (anche una banale attività sportiva può implicarne legittimamente la rimozione), soltanto una malintesa concezione di laicità che scivoli verso il laicismo esasperato potrebbe ritenerli come manifestazioni in grado di ferire i sentimenti religiosi di altri soggetti (questo, del resto, è stato il recente tentativo – andato a vuoto grazie alla decisione definitiva della Corte di Strasburgo  – di far rimuovere i crocifissi dalle scuole italiane). 

Ma poiché non era certo questa la motivazione che ha spinto i funzionari dell’aeroporto milanese a chiedere la temporanea rimozione del turbante al Sikh indiano, non è corretto ritenerla un’offesa alla religione, trattandosi di un atto necessario a garantire la sicurezza e la vita umana di altri cittadini, valori che non possono essere disattesi da tradizioni e istanze religiose, di grande significato, ma che se assolutizzati finirebbero per offrire una zona di libera franchigia alla mercé di pericolosi occultamenti. E di questa eventualità, proprio i sentimenti religiosi più autentici e, dunque, intrisi di rispetto per la vita umana del prossimo, devono farsene carico e non rimanere indifferenti. 

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COMMENTI
29/03/2011 - non esageriamo con i simboli religiosi (GIOVANNI PIERONI)

sono pienamente d' accordo con la valutazione equilibrata fatta dall' Avv. Gambino. Questo vale anche se qualcuno pretendesse imbarcare a bordo aereo una pesante croce di metallo.