Cronaca
martedì 29 marzo 2011
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«Le proteste dei lampedusani sono comprensibili, chiunque dopo un periodo così lungo in uno stato d’emergenza inizierebbe a manifestare un senso di stanchezza. Ma è anche vero che in questo mese e mezzo i residenti hanno dimostrato uno spirito fraterno nei confronti degli immigrati che altrove sarebbe stato inimmaginabile». A dichiararlo è il viceparroco di Lampedusa, don Vincent Mwagala, originario della Tanzania, nel giorno più incandescente dall’inizio degli sbarchi, con i pescatori che hanno bloccato il molo e l’Oms che ha lanciato l’allarme epidemie.
Don Mwagala, in tv abbiamo visto l’esasperazione dei lampedusani…
E’ anche comprensibile. Lampedusa ha una popolazione di 5.500 abitanti e gli immigrati sono già quasi 7mila. Anche chi vive la carità e si impegna per concretizzarla non può non avvertire un senso di stanchezza. Se l’emergenza durasse da due o tre giorni sarebbe un’altra cosa, ma ormai si tratta di settimane. La gente continua a dimostrare un senso profondo di umanità, però nello stesso tempo è comprensibile che non ne possa più.
Prima delle proteste di ieri, qual era stato il comportamento dei residenti?
Quello dei lampedusani è un atteggiamento fraterno. Ho assistito di persona a scene che altrove sarebbe stato impossibile vedere. Per esempio diversi abitanti dell’isola vanno in giro a portare da mangiare agli immigrati, giocano con i bambini tunisini, portano i nuovi arrivati al bar per offrire loro il caffè, il cappuccino o il tè. E anche ora tutto ciò che chiedono i lampedusani è che si ripristini un minimo di normalità nella vita di tutti i giorni.
Oltre a queste scene, c’è qualcos’altro che l’ha colpita particolarmente?
Quella che stiamo vivendo in queste settimane è una vicenda che ci ha sommerso completamente. E in queste situazioni, se uno anche non perde del tutto la capacità di commuoversi, da un certo punto in poi vive quasi come se non sentisse più nulla e andasse avanti come una macchina. Come un paziente malato da molti anni, che a un certo punto non si meraviglia neanche più di stare male. E’ questa la sensazione che abbiamo in questi giorni: siamo arrivati proprio al colmo.
Quali sono le emergenze più gravi sull’isola?
Ancora a proposito, ricordo il Vangelo secondo Matteo (18,21-35) di oggi.
Che situazione compassionevole,povere creature gli uni e gli altri. Ci vuole qualcuno come la mia amica Carla, che ogni giorno, come oggi, manda un sms e mi fa memoria di un Presente che mi ama.
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