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Cronaca

LAMPEDUSA/ Il parroco: il cuore non basta più, qui la gente è allo stremo

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L’emergenza è la presenza stessa degli immigrati che dormono per strada, sulle colline, riparati soltanto da una coperta in punti dell’isola che di notte si ghiacciano. Già questa è un’emergenza, che poi porta con sé anche un problema igienico-sanitario. L’isola infatti ospita delle persone che sono arrivate in condizioni igienico-sanitarie precarie, portando con sé soltanto un paio di pantaloni e una camicia, e che possono cambiarsi soltanto quando noi portiamo loro qualcosa. E si capisce che non è facile soddisfare contemporaneamente le esigenze di settemila persone. La situazione, pur non essendo fuori controllo, è abbastanza drammatica.

Che cosa stanno facendo la parrocchia e la Caritas?

La parrocchia ha messo fin da subito a disposizione una casa, riservata normalmente ai ritiri spirituali dei fedeli, per ospitare una parte degli immigrati. Mentre la Caritas diocesana ha aperto uno sportello dove offre servizi come la distribuzione dei vestiti. Mentre la sera, con la collaborazione dei cittadini di Lampedusa, prepara una cena con panini, tè e latte, distribuendoli in tutta l’isola.

Che cosa le hanno raccontato gli immigrati con cui ha parlato?

La maggior parte di loro ha l’ambizione di trovare una vita migliore e un lavoro dignitoso. La maggior parte di loro vorrebbe recarsi in Francia, Germania o Belgio.

Qual è la loro estrazione sociale?

Più andiamo avanti, più si fa più umile e povera. Nei primi giorni quelli che sono arrivati sono rimasti autonomi dal punto di vista finanziario per almeno una settimana. Avevano cioè con sé la moneta tunisina e cambiandola riuscivano a comprare l’essenziale per vivere. Al contrario quelli arrivati di recente hanno bisogno di tutto, sia dal punto di vista psicologico che economico. Pochissimi di loro hanno qualche spicciolo in tasca, la maggior parte invece non ha nulla.

E perché prima sono arrivati i più benestanti?


COMMENTI
29/03/2011 - Misericordia. (claudia mazzola)

Ancora a proposito, ricordo il Vangelo secondo Matteo (18,21-35) di oggi.

 
29/03/2011 - Il cuore va richiamato al Suo battito. (claudia mazzola)

Che situazione compassionevole,povere creature gli uni e gli altri. Ci vuole qualcuno come la mia amica Carla, che ogni giorno, come oggi, manda un sms e mi fa memoria di un Presente che mi ama.