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LAMPEDUSA/ Il parroco: il cuore non basta più, qui la gente è allo stremo

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Nei primi giorni degli sbarchi gli scafisti chiedevano fino a 2mila euro per il viaggio fino a Lampedusa. Le persone più povere erano quindi costrette a restare in Tunisia. Con il tempo invece i prezzi sono diminuiti, e gli immigrati sono arrivati a pagare 1.000, anche 800 euro. Inoltre, c’è anche un aspetto politico…

In che senso?

Dopo la caduta di Ben Alì, su cui si fondava l’intera economia tunisina, alcune persone prima benestanti si sono trovate ad avere una vita difficile dal punto di vista finanziario, e hanno dovuto cercare uno sbocco alternativo. Quelli che arrivavano con i primi sbarchi raccontavano anche di essere in fuga da una forma di ostilità di tipo politico. Avevamo la chiara sensazione che stessero dalla parte di Ben Ali, e che quindi scappassero per non subire vendette dopo la sua caduta. Non potevano restare lì, perché sapevano che avrebbero rischiato la vita. Questo almeno era quello che ci accennavano, anche se non lo dicevano apertamente perché qui sono presenti anche numerosi tunisini che politicamente non la pensano come loro. Ciascuno cerca quindi di nascondere le sue idee politiche, perché rivelarle creerebbe una forma di conflitto.

Gli immigrati come descrivono la traversata?

In modo tragico, è un viaggio tra la vita e la morte. La prima cosa che fanno quando arrivano qui è ringraziare Allah che li ha fatti arrivare sani e salvi. Attraversare il Mediterraneo su un barcone è un’esperienza molto forte, in molti casi il tragitto avviene mentre il mare è agitatissimo. E anche quando è calmo, non è ovviamente un viaggio confortevole. I pescherecci hanno contribuito a salvare gli immigrati che stavano annegando? Qualcuno lo ha fatto, da questo punto di vista dobbiamo però ringraziare soprattutto la Guardia di finanza e la Capitaneria di porto. Hanno fatto un ottimo lavoro, appena arriva loro una segnalazione escono e vanno a fare un salvataggio.

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
29/03/2011 - Misericordia. (claudia mazzola)

Ancora a proposito, ricordo il Vangelo secondo Matteo (18,21-35) di oggi.

 
29/03/2011 - Il cuore va richiamato al Suo battito. (claudia mazzola)

Che situazione compassionevole,povere creature gli uni e gli altri. Ci vuole qualcuno come la mia amica Carla, che ogni giorno, come oggi, manda un sms e mi fa memoria di un Presente che mi ama.