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YARA GAMBIRASIO/ Messaggi su Wikipedia e Facebook: mitomani o testimoni?

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Yara Gambirasio  Yara Gambirasio

MARTA CASILE SU FACEBOOK - E come se non bastasse, un secondo giallo relativo al caso Yara riguarda Facebook. La procura di Bergamo sentirà infatti l’utente che su Facebook si è registrato come «Marta Casile» e afferma di essere un’amica di Yara in un post del 28 febbraio in cui rivela che «a Brembate ci conosciamo tutti e tutti conoscono noi» e che «questo ci fa ancora più paura». E aggiungeva due giorni dopo il ritrovamento del cadavere: «Lui, lui, lui, ancora lui... Quante bugie. Sto vedendo Matrix, possibile che non capiscano? Cucciola, oggi per la rabbia e la paura stavo facendo una brutta cosa, scusami ti prego tata, perdonami è che sono anche stanca, stanca. Ora vado a nanna tata mia col tuo cuscino di Kitty tra le braccia, tu restami accanto se puoi e manda un bacio a mamma, papà e ai tuoi fratellini. Vita mi manchi ogni istante di più. Dolce notte Yara». Ad alimentare i sospetti il fatto che però, come scrive Il Giornale, a Brembate non esiste nessuna Marta Casile. Tanto che, prima ancora che alcuni giornali pubblicassero i suoi messaggi, i pm della Procura di Bergamo avevano già iniziato a indagare sulla vicenda per scoprire che cosa ci fosse dietro. I magistrati, tramite la Polizia postale, hanno inviato alla società Facebook la richiesta di conoscere la vera identità di Marta Casile, allo scopo di interrogare chi si cela dietro a questo nome.


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