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Cronaca

YARA GAMBIRASIO/ Messaggi su Wikipedia e Facebook: mitomani o testimoni?

Yara GambirasioYara Gambirasio

LE INDAGINI DELLA POLIZIA POSTALE - Gli investigatori intendono capire se si tratti di una persona che possa fornire realmente elementi utili alle indagini oppure se è qualcuno che vuole speculare sulla morte di Yara Gambirasio. Un utente, Kate, che si definisce una «mamma», chiede ai giovani «di rimanere uniti quando uscite» e «di non dare retta a nessuno anche se lo conoscete». Marta Casile le risponde che Yara era «la mia migliore amica», affermando: «Kate...qui ci conosciamo tutti....e tutti conoscono noi...Brembate come Gorle è un piccolo paesino...e questo ci fa ancora più paura...». La richiesta degli investigatori italiani, che dovrebbe essere accolta da Facebook (che ha sede a Palo Alto, in California) nelle prossime ore, non riguarderebbe soltanto Marta Casile, ma anche altre persone che sui gruppi sorti dopo la scomparsa di Yara hanno postato messaggi contenenti notizie sulla ragazzina. Gruppi shock che sono già stati chiusi dalla Polizia postale, che sta monitorando tutte le pagine di Facebook che riguardano la vicenda della tredicenne di Brembate.

 

(Pietro Vernizzi)

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