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LAMPEDUSA/ Rivolta dei migranti: Non vogliamo tornare in Tunisia

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LA RIVOLTA A LAMPEDUSA - Tra i migranti, oggi, si è levata una pesante protesta che non è deflagrata solo grazie ad un funzionario di polizia che ha sedato la situazione aiutato da un interprete.

I migranti che sono sbarcati a Lampedusa sono in rivolta. Un  migliaio circa di loro chiede a gran voce di essere trasferito subito, via da Lampedusa. Ma in altre località siciliane, non nuovamente in Tunisia. La protesta ha avuto carattere pacifico. Gli immigrati si sono raccolti al grido di “Sicilia Sicilia”. Protesta pacifica, in un contesto, tuttavia, incandescente. Sarebbe bastata, probabilmente, un scintilla per innescare violenze. La situazione non è degenerata grazie a Corrado Empoli, un funzionario di polizia che attraverso un interprete ha spiegato ai migranti che avrebbero dovuto aspettare almeno fino a venerdì o sabato.

«Le navi sono già partite oggi cariche di altre persone. Non possiamo farvi partire subito. Siete tanti, dovete capire che è difficile gestire questa situazione», ha spiegato loro. «Io vi chiedo di aver fiducia in me. Dovete avere ancor un po' di pazienza. Non tornerete in Tunisia. Un giorno o due in più di fronte alla possibilità di cambiare la propria vita non è nulla», ha aggiunto, mentre dai destinatari delle sue parole si è levato, in inglese, un «We trust you», “Noi crediamo in te” e «grazie, grazie».

 

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