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SBARCHI/ Il racconto: così l'emergenza mi ha mostrato il vero volto dei lampedusani

Pubblicazione:giovedì 31 marzo 2011

Un barcone di clandestini a Lampedusa (Foto: IMAGOECONOMICA) Un barcone di clandestini a Lampedusa (Foto: IMAGOECONOMICA)

Carissimi,

sono appena rientrato da Lampedusa e solo adesso posso scrivervi per aggiornarvi sulla situazione sull’isola.

Attualmente sono presenti a Lampedusa quasi 5.000 migranti, nonostante il ponte aereo e i due viaggi della San Marco. Gli arrivi sono continui e, ormai, ingestibili con il c.d. Modello Lampedusa.

Poiché il Centro di Primo Soccorso e Accoglienza è pieno oltremisura (potrebbe contenere un massimo di 800 persone), chi arriva viene praticamente lasciato ad arrangiarsi come meglio può. La collina che sovrasta il Porto (come avrete visto dalle immagini in TV) è infatti diventata un accampamento informale con tende costruite con legni e teli racimolati in giro. Si dorme all’addiaccio, a volte senza coperte, tant’è che molti preferiscono trascorrere la notte attorno al fuoco e dormire solo durante il giorno, riscaldati dal sole.

Per quanto riguarda l’aspetto dell’alimentazione, il sistema di accoglienza attuale non riesce a soddisfare le esigenze dei migranti. La cucina a disposizione del centro è omologata per la preparazione di max 800 pasti e, invece, dovrebbe riuscire a prepararne 5.000. La macchina che sigilla i piatti riesce a sigillarne 200 all’ora: ciò fa sì che alcuni si trovino a pranzare alle 19. Il piatto è sempre lo stesso: un panino vuoto e maccheroni al sugo. Comprendete bene come l’organismo di una persona possa, alla lunga, risentirne: non credo dunque che si tratti di “andare incontro ai gusti e ai capricci dei tunisini” (come qualcuno sostiene), ma di un vero e proprio problema di sostenibilità alimentare. Alcune famiglie dell’isola invitano i migranti a mangiare in casa loro; è accaduto anche che alcuni lampedusani abbiano portato i migranti in pizzeria. Questi sono i Lampedusani!

Rendendosi conto di tutto ciò, numerosi pescatori, al rientro dalla pesca, regalano grandi quantità di pesce ai migranti, che provvedono a cucinarlo nei loro fuochi. Caritas Diocesana, insieme a tantissimi lampedusani, offre ogni giorno panini imbottiti a quanti non sono riusciti ad accaparrarsi un pasto. Questi sono i Lampedusani!


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