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SBARCHI/ Il racconto: così l'emergenza mi ha mostrato il vero volto dei lampedusani

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Un barcone di clandestini a Lampedusa (Foto: IMAGOECONOMICA)  Un barcone di clandestini a Lampedusa (Foto: IMAGOECONOMICA)

L’impegno di Caritas in riferimento a quanti dormono in accampamenti informali consiste in ronde della solidarietà: portando tè, latte caldo e barrette di cioccolata ogni notte si visitano centinaia di migranti che si scaldano al fuoco. È per noi l’occasione per farci prossimi, ascoltare le loro storie, spiegare loro quanto sta accadendo, orientarli ai pochi servizi esistenti sull’isola, invitarli a farsi una doccia in parrocchia, verificare il loro stato di salute e, se occorre, accompagnarli al presidio medico dell’isola.

La consapevolezza dei migranti in merito alla loro situazione è assai scarsa: appena ieri un giovane tunisino mi ha chiesto timidamente e in un francese stentato di chiamare un suo parente a Modena, per chiedergli di venirlo a prendere! Non è mancato chi, appena sbarcato, ha chiesto dove si trovasse la stazione dei treni!

Le condizioni igieniche sono pessime, ben al di sotto della dignità umana. I servizi igienici sono praticamente inesistenti, se si considera il numero dei fruitori. L’immondizia è dovunque. Se sollecitati, i Tunisini si prestano volentieri a servizi di ripulitura dell’isola: per tale ragione, Caritas stainviando volontari che, con la collaborazione dei migranti, tengano pulite le aree degli accampamenti informali.

In parrocchia si è attivato il servizio doccia: si comprende bene, tuttavia, che una doccia può soddisfare solo poche decine di migranti al giorno. Già da oggi sarà operativa anche l’acqua calda della doccia della Casa della Fraternità, di proprietà della parrocchia e attualmente utilizzata per l’accoglienza di oltre 60 minori e delle donne migranti (alcune delle quali in gravidanza). Benché siano poca cosa, sono comunque una risposta in un contesto in cui altrimenti sarebbe impossibile a chi vive fuori dal Centro di Accoglienza farsi una doccia. Impossibile pensare a container di servizi igienici, perché nelle aree di competenza della parrocchia manca un sistema fognario.

La maggiore attività della parrocchia è rappresentata dal servizio guardaroba: in un mese sono stati distribuiti migliaia di capi di abbigliamento e coperte. La comunità lampedusana ha dato fondo a tutte le riserve dei propri armadi: ho assistito a scene di volontari lampedusani che hanno materialmente ceduto ad un migrante i calzini o i giacconi che indossavano. Questi sono i Lampedusani!



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