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FINE VITA/ 2. Socci: non stravolgiamo questa legge o "perderò" mia figlia

Pubblicazione:martedì 8 marzo 2011

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Al comma 6 dell’articolo 4 si dice che le dichiarazioni anticipate di trattamento sono comunque da ignorare “in condizioni di urgenza o quando il soggetto versa in pericolo di vita immediato”. Esiste una casistica di massa che vede in pericolo di vita migliaia di persone ogni giorno: pensiamo alle patologie cardiocircolatorie (infarto, arresto cardiaco, ictus), ma anche agli incidenti stradali. In questi casi occorre fare presto, il soccorso d’emergenza del servizio sanitario è organizzato per poter intervenire nel giro di pochi minuti perché la vita stessa si gioca in pochi minuti. Se si consolidasse il vuoto legislativo, e continuassero a proliferare i testamenti biologici già circolanti e fatti senza alcun riconoscimento giuridico, o ancora peggio se se si arrivasse ad una legge che riconosce un valore vincolante e assoluto ai testamenti biologici, potremmo arrivare al punto in cui il soccorso di emergenza dovrebbe essere sottoposto all’accertamento delle volontà espresse in ipotesi dai pazienti in precedenza.

 

Occorrerebbe verificare, in altre parole, se il paziente non ha fatto un testamento in cui lascia la volontà di non essere rianimato...

 

Esatto. Se il personale medico contravvenisse alla volontà del malato e la rianimazione non restituisse al paziente la perfetta integrità, ma questi riportasse un handicap, potrebbe far causa al rianimatore. E di questo passo sui medici potrebbero fioccare una quantità di cause civili. Per evitarlo, prima di soccorrere dovrebbero accertarsi se il soggetto ha manifestato o no in precedenza la sua volontà di trattamento e quale essa sia. Ma così si ingolferebbe il soccorso d’emergenza. Un sistema sanitario e soprattutto il soccorso d’emergenza può reggersi solo sul principio che occorre fare tutto il possibile per salvare la vita delle persone, senza pensare ad altro. Se si dovesse fare solo dopo aver verificato la volontà dell’interessato, salterebbe tutto. E il problema riguarderebbe non più solo il singolo o coloro che volevano il testamento biologico, ma tutti quanti noi.

 

Lei può citare il suo caso personale. Vuole parlarne?


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COMMENTI
18/05/2011 - legge sul fine vita (maria gonano)

mi auguro che questa proposta di legge non sia approvata perchè introduce l'eutanasia in Italia, come dice l' Arcivescovo di Ravenna ed altri prelati da me consultati verbalmente. La figlia di A.Socci è viva per testimoniare che la vita va difesa sempre e ad ogni costo. Che la Madonna vera Accogliente della Vita vi illumini. Leo Aletti, medico vostro fedele lettore.

 
08/03/2011 - vuoto legislativo creato da "sentenze creative"... (attilio sangiani)

Il "vuoto" non ci sarebbe,perchè la legislazione penale e civile vigente non lo ha mai avuto. Lo ha creato la Cassazione,interpretando "malignamente" l'art. 32 della Costituzione,che vieta terapie contro il consenso del paziente e qualificando "terapia" anche la alimentazione,contro il "buonsenso " finora invalso,ma non per certi magistrati. Ecco perchè occorre che la legge qualifichi "cura o accudimento della persona" e non terapia la alimentazione,liquida e solida.