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Cronaca

FINANCIAL TIMES/ Altro che Garibaldi, Italia unita da aglio e promiscuità

Il tricoloreIl tricolore

L’UNITA’? UN INSUCCESSO - E aggiunge il Financial Times: «Per uno straniero questa è una delle qualità più attraenti del Paese e spiega il motivo per cui milioni di turisti ogni anno affollano l’Italia. Ma i politici che hanno governato il Belpaese, fino alla catastrofe della sconfitta, dell’occupazione e della guerra civile durante il secondo conflitto mondiale, spesso hanno visto le cose in modo diverso. I loro sforzi persistenti per forgiare una singola identità nazionale attraverso una materia che era ostinatamente resistente alle manipolazioni sono uno dei fili conduttori della storia della Penisola dall’unificazione nel 1861». E a scanso di equivoci, il Financial Times cita The Pursuit of Italy di David Gilmour, il cui pensiero in sostanza è che «l’unificazione italiana non è stata né inevitabile né particolarmente di successo nel rispondere alla domanda su che cosa volesse dire essere un “italiano”».

 

TEORIE ANTISTORICHE - Come osserva Gilmour infatti, «a generazioni di alunni europei è stato insegnato che Napoleone ha portato in Italia l’idea dell’unificazione del Paese, che la sua sconfitta ha causato un triste intermezzo di oppressione e reazione, e che il destino dell’Italia è stato finalmente realizzato grazie agli sforzi eroici dei suoi patrioti. Ora la teoria deterministica è completamente antistorica. L’Italia non era predestinata all’Unità, più di quanto lo fossero Scandinavia, Yugoslavia o Nord America». E come fa notare il quotidiano finanziario, «dei tre grandi eroi del Risorgimento, lo statista torinese Camillo Cavour parlava meglio il francese che l’italiano e inizialmente avrebbe preferito un Piemonte allargato in grado di dominare l’Italia settentrionale, piuttosto che una Penisola completamente riunificata. Giuseppe Mazzini, il patriota rivoluzionario, era così ossessionato dal sogno dell’indipendenza da perdere di vista l’importanza delle tradizioni regionali dell’Italia. Solo l’avventuriero militare Giuseppe Garibaldi, secondo Gilmour, è stato indubbiamente una figura eroica: la Marina britannica lo riconobbe sparando a salve in suo saluto quando salpò per l’isola di Caprera dopo le sue vittorie nel 1860».