BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANCIAL TIMES/ Altro che Garibaldi, Italia unita da aglio e promiscuità

Il tricolore Il tricolore

IL GIUDIZIO DI MUSSOLINI - Mentre all’inizio del libro Ordinary Violence in Mussolini’s Italy, Michael Ebner cita uno sdegnoso Mussolini che diceva: «Gli italiani sono un popolo di pecore. Devi tenerli allineati e in uniforme dalla mattina alla sera. Hanno bisogno di bastone, bastone, bastone”». Per lo studioso, «come i suoi predecessori liberali, Mussolini bramava creare una comunità nazionale unitaria e utilizzò la guerra con questo scopo. Ma il vero lascito della sua dittatura è stato quello di screditare l’idea nazionale. Nella misura in cui il regime ha integrato forzatamente le persone nella vita politica, è stata la politica della brutalità ad avere costituito l’esperienza nazionale condivisa».

 

IL SUCCESSO DELLA MODA ITALIANA - Ma come si spiega l’affermazione in tutto il mondo degli abiti di moda, delle auto Ferrari e di altri prodotti italiani di design? Il Financial Times prova a rispondere citando Emanuela Scarpellini, autrice de «L’Italia dei consumi. Dalla Belle Epoque al nuovo millennio»: «Per i lettori di economia, la domanda più interessante è che cosa abbia reso il design italiano un successo così strepitoso dopo il 1945. Per Scarpellini, l’artigianato, la produzione di massa e i prezzi abbordabili hanno inviato un certo messaggio relativo ai prodotti italiani». L’autrice afferma infatti: «Il messaggio che questi prodotti hanno inviato all’estero è stato che l’intero spazio umano è importante e che tutto può avere una dimensione estetica. Rompendo così, o quanto meno appannando, il tabù secondo cui il valore estetico era una prerogativa esclusiva delle elite della società».

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.