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GIUSTIZIA/ "Riforma epocale" la bozza è pronta per il Quirinale. Ecco i punti salienti

'Una riforma epocale', così l'aveva definita Silvio Berlusconi e questa volta il disegno di legge sulla riforma della giustizia potrebbe davvero passare

Niccolò Ghedini e Silvio Berlusconi (Imagoeconomica) Niccolò Ghedini e Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)

GIUSTIZIA: LA BOZZA DI "RIFORMA EPOCALE" ALLA VIGILIA DEL QUIRINALE - "Una riforma epocale", così l'aveva definita Silvio Berlusconi e questa volta il disegno di legge sulla riforma della giustizia (o quantomeno la bozza di cui si parla in queste ore) sembra avere le carte in regola per riuscire a passare. La Lega di Umberto Bossi ha già dato il placet, "Sentiamo cosa presentano - ha detto il Senatur - in ogni caso passerà" e ampi consensi si stanno mietendo anche tra forze non propriamente alleate del Pdl, ovverosia i centristi di Casini, che si è dichiarato "disposto a discutere" come anche tra il Fli. Giulia Bongiorno, infatti, notoriamente niente affatto tenera con il Cavaliere da dopo la rottura che l'ha portata fuori dal partito, si è dichiarata disposta a votare la riforma della giustizia "Se migliora il sistema, se è punitiva no".

LE TAPPE DI OGGI DELLA BOZZA DI RIFORMA DELLA GIUSTIZIA - Oggi ci sarà il primo passaggio delicato per la bozza di riforma che verrà illustrata al Quirinale da Angelino Alfano, seconda tappa la presentazione al gruppo dei cosiddetti Responsabili (di fatto il gruppo parlamentare di appoggio esterno al governo) e poi in un vertice di maggioranza alla presenza del premier Silvio Berlusconi, che tirerà le somme e potrebbe anche limare qualche dettaglio - a meno di indicazioni più "dure" da parte del Quirinale - per poi portarla in Consiglio dei Ministri domattina per l'approvazione definitiva.

LE REAZIONI DI OPPOSIZIONE E SINDACATO MAGISTRATI - La bozza di riforma sta facendo discutere da tempo opposizione e sindacato magistrati, che in realtà non fa altro che riprendere il filo delle discussioni sospese quando il primo tentativo di riforma si arenò. Le accuse da parte del Pd e dei partiti di opposizione in generale sono sostanzialmente le stesse: l'indisponibilità a votare leggi ad personam o punitive per il potere giudiziario che ne limitino mezzi e risorse soprattutto sul fronte delle intercettazioni telefoniche e ambientali. In seconda battuta c'è la sostanziale contrarietà a modificare termini di prescrizione di reati, soprattutto quelli che vedono imputato a vario titolo Silvio Berlusconi. Come sempre ci sono molte sfumature, ma la sostanza è così riassumibile. L'Anm (il sindacato dei magistrati) si chiude dietro un no comment (almeno fino a domani, giovedì) e si prepara a raccogliere eventuali proteste dei suoi iscritti in una riunione in programma per oggi.

 

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