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SBARCHI/ Rondoni: c’è una finta pietà che usa il Vangelo per "tradire" gli ultimi

Pubblicazione:martedì 12 aprile 2011

Foto: Ansa Foto: Ansa

Di fronte all’ondata di migrazioni, alla strage di coloro che perdono la vita in mare, di fronte alla dura alternanza di reazioni che in tutti sorgono di fronte a questi fatti, il Corriere della Sera attraverso la penna colta e ben lavorata di Claudio Magris ricorre al Vangelo. All’imperio supplicante, alla carità suprema di accogliere gli ultimi.

Il Vangelo ha fondato in Europa per secoli ogni slancio di carità, ogni pazienza verso coloro che si sarebbero lasciati morire. Coi mattoni invisibili del Vangelo sono state costruite case della carità, ospedali, portici per gli indigenti, opere pie, ospizi, ricoveri di ogni genere. E’ stato così, sarà così. In nessuna parte del mondo come nelle terre visitate dal Vangelo è stata combattuta l’ingiustizia sociale e accolto il bisogno del povero.

Il giornale della borghesia laica del nord ricorre dunque a quelle parole di Gesù che siamo pronti a aureolare di dolcezza e bontà, e invece sono sì buone ma dure e portatrici di durezza. L’esperienza che faccio di guidare il Banco di Solidarietà nella mia città mi mostra sempre che gli ultimi non sono “gradevoli”. Che la lotta alla povertà non è una passeggiata romantica né una azione che ti fa stare bene e in pace.

Occorre una dura speranza, una dura felicità. E a volte un viso duro per affrontare i tanti problemi che la presenza degli ultimi comporta. Della durezza di questa esperienza fa parte anche la consapevolezza di non riuscire a soccorrere tutto quel che si vorrebbe e di cui c’è bisogno. Magris invita dunque a riaprire il Vangelo e poi mestamente s’avvia a concludere che le masse di questi ultimi che avanzano verso di noi difficilmente saranno mai i primi. E dunque finisce, con la sua amarezza scrupolosa e aspra per smentire quello stesso Vangelo che aveva invitato ad aprire. In quelle pagine, infatti, Gesù racconta di ultimi che saranno i primi nel Regno dei cieli. Invita a non usare solo categorie mondane, storiciste, per valutare il destino degli uomini. I quali, agli occhi del pietoso Magris, finiscono invece per essere inchiodati proprio a un destino infame senza prospettiva.


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COMMENTI
12/04/2011 - anche da me.... (attilio sangiani)

Grazie. Ho sempre chiesto,ma invano,a "buonisti" di farsi carico degli affogati in mare e dello sfruttamento della loro ingenuità,quando,i "buonisti", si limitavano a criticare aspramente i "respingimenti" senza proporre interventi alternativi"efficaci",non utopistici e non solo propagandistici, a livello internazionale. Rondoni li esempifica e li propone. Qualcuno ne prenderà atto ? Pare che la Unione Europea sia sorda e cieca. Si legga su "Avvenire" di oggi,12 aprile, l'articolo di fondo a firma Ferrari. Cordialmente

 
12/04/2011 - grazie (giulio caligara)

Grazie