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BOMBA GENOVA/ Sampierdarena, esplosione nel centro immigrati

Questa notte è esplosa una bomba, un ordigno artigianale, in una scuola predisposta come centro di accoglienza immigrati nel quartiere di Sampierdarena a Genova

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Una bomba nel centro predisposto a Genova Sampierdarena per accogliere gli immigrati provenienti da Lampedusa. E' successo stanotte. Si tratta di una vecchia scuola nel cuore del quartiere di Sampierdarena, a ponente, un quartiere da sempre a densità popolare. La scuola doveva ospitare un centinaio di immigrati, il comune aveva dato il via libera alla ristrutturazione dell'edificio con una spesa prevista di centomila euro. L'esplosione fa seguito a un clima molto rigido a Genova.

In consiglio comunale si sarebbe anche sfiorata la rissa fra esponenti della maggioranza e dell'opposizione. I primi hanno chiesto un centro di accoglienza fuori della città, isolato, lontano dalla cittadinanza. Anche i presidenti dei tre municipi cittadini, tra cui appunto Sampierdarena, si sono dichiarati all'apertura di centri di accoglienza in territorio cittadino, accusando di essere costretti a subire imposizioni provenienti dall'alto. Il presidente del Municipio Centro-Ovest, Franco Marenco, aveva infatti sostenuto che l’ex scuola non fosse idonea perché in un contesto difficile ad alto tasso di immigrazione con tensioni sociali, prostituzione, centri scommesse e locali notturni.La bomba è un ordigno artigianale, una bombola di gas da campeggio piena e un grosso petardo legato con del nastro adesivo come innesco.


Il sindaco di Genova Marta Vincenzi ha denunciato il clima preoccupante, ha definito l'esplosione un gesto preoccupante non degno di Genova. "Nel 2002, con la guerra del Kosovo e gli albanesi in fuga, l’Italia ha affrontato una situazione ben più drammatica di quella attuale. Non bisogna alimentare la paura e, di fronte a tentativi di fare crescere la tensione, la città deve rispondere con calma e fermezza" ha detto il primo cittadino.