BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SBARCHI/ Così gli errori dell’Italia hanno fatto il gioco dell’Europa

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Immigrati (Ansa)  Immigrati (Ansa)

È una sua valutazione personale. È vero, è stata pensata per il Kosovo, ma questo non vieta di applicarla a situazioni diverse. Ma per capire la nostra posizione dovremmo fare un passo indietro. E domandarci perché non abbiamo chiesto subito il meccanismo di protezione previsto dalla direttiva.

Dove abbiamo sbagliato?

Quando dall’Egitto alla Tunisia regnava il caos e si potevano prevedere ondate di persone in fuga, avremmo dovuto bruciare i tempi e prospettare una situazione di emergenza, chiedendo in via preventiva l’adozione della direttiva. Ma non l’abbiamo fatto, temendo forse che costituisse un effetto-richiamo. L’abbiamo chiesta ieri e ci è stato detto che le condizioni per averla sono discutibili. Troppo tardi, dunque.

Perché discutibili?

Perché troppo opinabili. Non nei numeri del fenomeno, ma nelle condizioni politiche esistenti nel paese da cui provengono i flussi. Se i tunisini che sbarcano in Italia sono migranti economici, allora non sono riconducibili alla protezione temporanea di cui alla direttiva invocata dal nostro governo. Sono o non sono arrivati sulle nostre coste a seguito della crisi economica che ha scatenato il rivolgimento sociopolitico nei loro paesi? Da qui l’obiezione, non del tutto infondata, che ci viene rivolta in Europa: i migranti stanno semplicemente cogliendo il momento opportuno per raggiungere l’Europa e chiedere lavoro. Ma allora perché applicare una direttiva concepita per l’ex Jugoslavia e mai applicata?

Secondo lei l’Italia ha sbagliato a concedere il permesso di soggiorno temporaneo?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
13/04/2011 - prendere esempio (francesco taddei)

Come al solito ha vinto la "gestione all'italiana". I nostri politici oltre a mettersi contro tutta la Ue hanno dimostrato di non conoscere a fondo le leggi che invocano. Poi c'è da dire che tutti gli altri paesi usano le norme dell'Unione per proprio tornaconto, noi per far contenti gli altri. L'Europa è vista come un grande miraggio al quale obbedire senza spirito critico. Va invece presa per quello che è: un grande mercato gestito da un governo accentratore! Si può stare nell'Unione con spirito critico, come per esempio la Gran Bretagna, che prima di dire signorsì cerca una via british alle proposte europee. Impariamo gente!

 
13/04/2011 - Euroscettici in agguato (celestino ferraro)

Euroscettici in agguato "Se vogliamo rimediare a questo clima di euroscetticismo e di apatia ..." (Sergio Romano). Così si esprime l’ambasciatore Romano trattando la questione “clandestini” con perizia politica maturata in decenni di professionalità e dedizione. I politicanti che stanno al timone, sul ponte di comando del transatlantico Italia, credono che basti il risentimento per spuntarla nel confronto politico che fa della Ue il bastian contrario della nostra faciloneria. Il dramma “immigrazione clandestina” era nelle cose che sarebbe esploso quanto prima e, se non fosse stata la rivoluzione magrebina a dare la sveglia a quelle popolazioni oppresse da raìs e satrapi, sarebbe stata certamente un’altra occasione a suonare la sveglia al popolo egiziano, libico, tunisino, algerino, marocchino, ai somali e quant’altri desiderosi di conquistarsi un posto al sole della libertà e del benessere: cose loro negate da millenni d’oscurantismo. Essersi fatti trovare impreparati a questo difficilissimo compito, scopre una povertà di programmazione che troppo semplicisticamente addebitiamo all’Europa menefreghista. Castelli, già Guardasigilli del precedente governo Berlusconi, scopre le sue batterie umanitarie e spera che quanto prima si possa cannoneggiare gli invasori per costringerli a ritornarsene in patria. Certo, sarebbe l’ideale se potessimo ottenere razionalmente il consenso di questi sventurati esuli, ma non sembra che l’Europa abbia ancora ben compreso la pericolosità

 
13/04/2011 - Norme e spirito (Adriano Sala)

Per tutti gli aspetti della vita di un paese ci sono le norme e c'è lo "spirito" delle norme. Nel caso dell'ondata migratoria dal Nord Africa l'Unione ha applicato la norma, non lo spirito. Gli immigrati non li abbiamo voluti, sono arrivati. Che cosa dovevamo fare? Il senso della decisione dell'Unione è: "lasciateli in mare". Apriti cielo! C'è ancora un altro aspetto: l'ONU che cosa sta facendo? Mi pare nulla. Ci sono conflitti in Africa e noi ci dobbiamo prendere tutti i rifugiati. Comodo per mascherare l'incapacità dell'ONU di risolvere i problemi per cui è nata.