BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SBARCHI/ Così gli errori dell’Italia hanno fatto il gioco dell’Europa

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Immigrati (Ansa)  Immigrati (Ansa)

L’Italia ha adottato un provvedimento corretto in virtù di quanto prevede il Testo unico sull’immigrazione, avendo la facoltà di adottare i dispositivi che ritiene più opportuni per proteggere determinate persone che entrano nel suo territorio. Ma non può imporli ad altri Stati. Che possono dire: facciamo entrare i tunisini che hanno il vostro permesso di soggiorno a condizione che rispettino i requisiti previsti da Schengen, vale a dire abbiano un passaporto e i mezzi di sussistenza. Ma sappiamo benissimo che i tunisini che sbarcano sulle nostre coste non hanno né l’uno né gli altri. Li controlliamo, ma non sappiamo chi siano. Come negare agli altri paesi il diritto di controllarli a loro volta?

Il fatto è che ad alcuni paesi europei torna comodo non accettarli. Soprattutto se hanno elezioni alle porte.

Queste non sono più considerazioni giuridiche, ma politiche. E ognuno sa far bene i suoi calcoli.

Possibile stabilire dove finiscono le une e dove cominciano le altre?

Molto difficile. Ogni Stato invoca le norme che gli fanno comodo.

Quali strumenti ha in mano l’Italia per non limitarsi alla moral suasion - che non ha - e far valere le sue ragioni di fronte all’Europa?

Nessuno. Non si può sperare che venga approvata una misura di applicazione della direttiva senza la maggioranza qualificata dei paesi membri. Non ci sono altre strade. Lo Stato italiano non può «costringere» altri paesi a farsi carico dei migranti o a dar loro uno status che noi gli riconosciamo.

Secondo lei il nostro paese rimarrà con il cerino in mano?

Probabilmente sì. «Ve li siete presi? Ve li tenete». È la dimostrazione lampante che l’ultima ragione è sempre politica. Dunque è prima di tutto a questo livello che bisogna agire.

Maroni ha scatenato le polemiche evocando una possibile uscita dell’Italia dall’Europa. Ieri il ministro Frattini ha «raffreddato» questa provocazione, dicendo che l’Europa è ormai indispensabile. Ma uscire sarebbe una cosa realmente fattibile?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
13/04/2011 - prendere esempio (francesco taddei)

Come al solito ha vinto la "gestione all'italiana". I nostri politici oltre a mettersi contro tutta la Ue hanno dimostrato di non conoscere a fondo le leggi che invocano. Poi c'è da dire che tutti gli altri paesi usano le norme dell'Unione per proprio tornaconto, noi per far contenti gli altri. L'Europa è vista come un grande miraggio al quale obbedire senza spirito critico. Va invece presa per quello che è: un grande mercato gestito da un governo accentratore! Si può stare nell'Unione con spirito critico, come per esempio la Gran Bretagna, che prima di dire signorsì cerca una via british alle proposte europee. Impariamo gente!

 
13/04/2011 - Euroscettici in agguato (celestino ferraro)

Euroscettici in agguato "Se vogliamo rimediare a questo clima di euroscetticismo e di apatia ..." (Sergio Romano). Così si esprime l’ambasciatore Romano trattando la questione “clandestini” con perizia politica maturata in decenni di professionalità e dedizione. I politicanti che stanno al timone, sul ponte di comando del transatlantico Italia, credono che basti il risentimento per spuntarla nel confronto politico che fa della Ue il bastian contrario della nostra faciloneria. Il dramma “immigrazione clandestina” era nelle cose che sarebbe esploso quanto prima e, se non fosse stata la rivoluzione magrebina a dare la sveglia a quelle popolazioni oppresse da raìs e satrapi, sarebbe stata certamente un’altra occasione a suonare la sveglia al popolo egiziano, libico, tunisino, algerino, marocchino, ai somali e quant’altri desiderosi di conquistarsi un posto al sole della libertà e del benessere: cose loro negate da millenni d’oscurantismo. Essersi fatti trovare impreparati a questo difficilissimo compito, scopre una povertà di programmazione che troppo semplicisticamente addebitiamo all’Europa menefreghista. Castelli, già Guardasigilli del precedente governo Berlusconi, scopre le sue batterie umanitarie e spera che quanto prima si possa cannoneggiare gli invasori per costringerli a ritornarsene in patria. Certo, sarebbe l’ideale se potessimo ottenere razionalmente il consenso di questi sventurati esuli, ma non sembra che l’Europa abbia ancora ben compreso la pericolosità

 
13/04/2011 - Norme e spirito (Adriano Sala)

Per tutti gli aspetti della vita di un paese ci sono le norme e c'è lo "spirito" delle norme. Nel caso dell'ondata migratoria dal Nord Africa l'Unione ha applicato la norma, non lo spirito. Gli immigrati non li abbiamo voluti, sono arrivati. Che cosa dovevamo fare? Il senso della decisione dell'Unione è: "lasciateli in mare". Apriti cielo! C'è ancora un altro aspetto: l'ONU che cosa sta facendo? Mi pare nulla. Ci sono conflitti in Africa e noi ci dobbiamo prendere tutti i rifugiati. Comodo per mascherare l'incapacità dell'ONU di risolvere i problemi per cui è nata.