BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CASO THYSSEN/ Pamparana: sentenza choc che condanna i "silenzi" di sindacati e partiti

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Foto Ansa  Foto Ansa

Quando il pubblico ministero Raffaele Guariniello chiese nella sua requisitoria finale quelle condanne, i parenti delle vittime denunciarono la solitudine di fronte all'indifferenza di molti media, degli stessi sindacati, delle forze politiche e perfino della stessa città di Torino. Quell’aula in quel momento era semivuota, c’erano solo loro, con il dolore contenuto di chi aveva perso un pezzo di vita. Vedove, figli, nipoti, amici, oggi sono meno soli. Ma per quanto e per quanti calerà il silenzio, l’oblio, causati troppo spesso dal timore di non disturbare i manovratori? Quante volte i sindacati hanno barattato la sicurezza degli operai per contratti di lavoro? Quante volte la classe politica ha solo strumentalizzato i fatti al momento delle tragedie, sempre e solo quelle eclatanti, che non si possono nascondere, per poi fregarsene e fare accordi con dirigenti e manager il cui unico scopo, per contratto, è il profitto a qualsiasi costo?

Fateci caso: questa sentenza è arrivata sulla base di leggi esistenti da tempo nel nostro codice penale. Non c’è bisogno in questo settore di fare le solite ineludibili riforme. Qui basta solo applicarle perché giustizia sia fatta.

Non torneranno a casa i sette operai della Thyssen e nessun verdetto o risarcimento morale e materiale potrà ridare serenità alle vedove e ai figli, ai padri e alle madri, ai fratelli e alle sorelle, agli amici. Ma questa sentenza dimostra che l’unica via per evitare le quotidiane stragi tra i lavoratori è quella della prevenzione, applicando con rigore e moralità le leggi esistenti.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
18/04/2011 - Vada pure in Cina (Alberto Consorteria)

Se il presidente della Thyssen ha detto questo che se ne vada. Noi, in Italia, di macellai che per anni non rispettano le più basse norme di sicurezza nonostante i reiterati inviti a farlo, non ne abbiamo proprio bisogno. Vada pure in Thailandia, dove il lavoro minorile è tollerato. Vada pure dove vuole. Se ha bisogno di altri morti sulla coscienza faccia pure. A noi toccherà solo investire di più e più a fondo in un'azienda migliore, che butti fuori mercato i macellai; i nostri sindacati questo non l'hanno ancora capito, ma spero che, nonostante la CGIL, qualche uomo di buona volontà sia rimasto in Italia. Questa sentenza è giusta.

 
18/04/2011 - vana giustizia? (francesco taddei)

klaus schmitz presidente della TK ha detto. "ora potrebbe essere difficile restare in Italia". Prima smantellano il comparto magnetico per portarlo in germania, poi i mancati investimenti in sicurezza. ora aspettiamoci la chiusura della fabbrica. ad essere poco credibile è l'intera italia che permette simili comportamenti e minacce.