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YOUTUBE RAISSA SKORKINA/ Video, caso Ruby: Berlusconi? E’ il mio angelo custode

Raissa Skorkina, ex modella al centro del caso Ruby, racconta del suo rapporto con Silvio Berlusconi, delle cene di Arcore e dei sentimenti che nutre nei confronti del premier.

Raissa Skorkina Raissa Skorkina

Raissa Skorkina, ex modella al centro del caso Ruby, racconta del suo rapporto con Silvio Berlusconi, delle cene di Arcore e dei sentimenti che nutre nei confronti del premier.

Intervistata dall’emittente russa Rt, Raissa Skorkina, ex modella russa, al cento anch’essa del caso Ruby, racconta delle serate ad Arcore e del suo rapporto personale con il premier Silvio Berlusconi. Un rapporto molto intimo e particolare, cui Raissa tiene particolarmente e difende a spada tratta. «Un angelo custode, un amico e un grande amore»:  è questo Berlusconi per Raissa. «Non so spiegare cosa ho provato quando l'ho incontrato. È stato amore a prima vista. È un gentiluomo, soprattutto nel modo di trattare le donne», ha detto, confessando i forti sentimenti che lo legano a lui: «Nel mio cuore i sentimenti per lui dureranno per sempre, anche se dovessi innamorarmi o sposarmi».

Parlando delle cene di Arcore, rivela: «Sono stata solo una volta a una festa di Capodanno e abbiamo ballato, c'era un dj, e c'erano anche uomini, non solo donne come dicono». Uno spettacolo, in effetti, c’è stato: «ma niente di scandaloso, una sorta di Moulin rouge». Berlusconi, come si è già detto, era solito cantare: «canta molto bene, come Pavarotti, ha una voce potentissima. Comincia sempre le feste così, si mangia e lui canta o racconta barzellette. Poi lo prendo per mano, andiamo nel suo ufficio, parliamo dei miei affari e vado via».

La sua amicizia con il presidente del Consiglio l’avrebbe messa nel mirino di chi investiga per dimostrare le accuse a suo carico: «Dal 2005 – dice - scavano nella mia vita privata e intercettano il cellulare per screditare Silvio. Gli ho chiesto aiuto e lui è intervenuto». Stando al suo racconto, il loro metodo di comunicazione si baserebbe su un linguaggio cifrato:  «Comunichiamo con poche parole speciali, ma non posso riferirle perché se mi intercettano capiscono tutto».

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