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PASQUA/ Aldo Trento: la vittoria sull’oscuro male del vivere quotidiano

Caravaggio, Incredulità di san Tommaso (1600-1601) Caravaggio, Incredulità di san Tommaso (1600-1601)

Ma quel “sempre” della malattia, di questa malattia esistenziale è superato infinitamente, redento, da quel Tu che mi chiama, ci chiama a vivere l’esperienza del Calvario che vorremmo evitare. Eppure siamo chiamati a viverlo senza ridurne il percorso, le caratteristiche, senza adeguarlo ai nostri criteri, cercando scappatoie con l’illusione di arrivare prima alla Risurrezione.
È una battaglia, ma per assimilarci a Gesù, per lasciarci afferrare per mano da Lui seguendolo nel cammino, e senza saltare un millimetro del percorso, perché solo così sperimentiamo la gioia della Resurrezione.
Sì, amici miei, esiste la depressione, esiste l’oscuro male del vivere quotidiano, esiste anche la pazzia, esiste il tuo dramma come il mio che non mi lascia un minimo tranquillo, ma Cristo è risorto.
Così, sia tu che io, come i miei “matti”, come chiunque uomo non abbiamo motivi per dubitare della Sua Presenza. Neanche quando l’oscurità ci avvolge, perché Dio ci dà sempre una fessura attraverso cui la luce entra e sveglia la libertà che può, sempre, sostenuta da qualcuno in cui la Presenza di Cristo è evidente, riconoscere e dire con gioia: “Io sono Tu che mi fai”. La nostra malattia è una grande risorsa per riconoscere la vittoria di Cristo sul nostro male. E di questo riconoscimento Dio, come nel mio caso, ma è così per tutti, anche se in forme differenti, manifesta a tutti la drammatica bellezza della vita.
Amica e amici, noi siamo come siamo, però mai potremmo negare di essere una creatura nuova in Cristo Gesù. Fenomenologicamente, per il mondo, siamo solo degli sfigati e rompiscatole, ma ontologicamente siamo Gesù, apparteniamo a Gesù. L’unica cosa necessaria nei momenti bui è la presenza di qualcuno che ce lo ricordi, qualcuno che abbracciandoci sia il riflesso della tenerezza divina. Quella tenerezza che è Gesù stesso, visibilissimo nei volti di questi pazienti. Sono loro, quando li abbraccio e li accarezzo, a testimoniare con il loro sorriso, o con le loro grida, che Cristo è risorto.

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COMMENTI
23/04/2011 - opinioni a confronto (gennaro liguoro)

salve ed auguri x la santa pasqua..ho letto..ma era già dentro di me..sono..constatazioni psicologiche che condivido..ma non sò xchè si nota sempre una linea di confine..o di quà o di là..abili/disabili..sani/malati..santi/demoni..bianchi/neri..etc è quà non sò se riesco a tenermi nella logica..xchè ci delimitiamo..ci differenziamo..x poi volerci ri-conoscere fragili..desiderosi di amore, calore umano,fraternità, uguaglianza,reciprocità..oscuro e male..sono solo definizioni..codici a barre che ci applichiamo x poter definire un qualcosa che poi evolve o involve..ma noi a prescindere cataloghiamo..e segniamo il percorso di un caro,credendo di capire, x aiutarlo a definirsi subito..senza aspettare il corso naturale,ma prevaricando con la nostra logica ,tempi di risosta,adeguamenti,omologaione di ritmi di vita e loro tappe..sintesi clorofilliana,vegetale, naturale..ma noi abbiamo un anima,un anelito interno che a volte nob è in sincronia e sintonia nenche con noi stessi..e si innalza altissime e và...e vola sulle accuse della gente a tutti i suoi retaggi indifferente etc..amore incondizionato..senza l'ausilio della ragione che x sua natura è fredda..un amore universale..che trascende ..che travolge e supera la morte..ci proietta nell'eternità..vivere quà il male oscuro..ci garantisce la massima luminosità nell'eternità..fuori dal tunnel..è solo questione di spazio/tempo..il dolore lo stemperiamo nelle fughe dentro noi stessi..lontani da chi ci codicizza..ma ci ama con la testa..