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VENERDI' SANTO/ Oggi nella Via Crucis si ripercorrono gli ultimi avvenimenti della Passione di Gesù

Venerdì Santo. Oggi nella Via Crucis si ripercorrono gli ultimi avvenimenti della Passione di Gesù. Dall'Ultima Cena con gli apostoli fino alla salita al Clavario e la morte in Croce

Vincent Van Gogh, Pietà Vincent Van Gogh, Pietà

La “Passione” di Gesù ha il suo apice nel Venerdì Santo: con essa vengono indicati tutti gli avvenimenti dolorosi che lo colpirono fino alla morte in croce. Tutta la serie di avvenimenti dolorosi prese il nome di “Via Crucis”, una pratica extraliturgica, introdotta in Europa dal domenicano beato Alvaro nel 1400 e dopo di lui dai Frati Minori Francescani. La Passione inizia dopo l’Ultima Cena di Gesù con gli Apostoli, momento in cui Cristo si dona completamente a noi, nel Sacramento dell’Eucaristia. L’Ultima Cena istituisce anche il Sacerdozio cristiano e con essa Gesù offre una grande lezione di umiltà e di amore con la lavanda dei piedi dei Dodici Apostoli. Era la primavera dell’anno 30 e Gesù si era recato con i suoi discepoli dalla Galilea a Gerusalemme per la Pasqua ebraica.
Dopo L’Ultima Cena, gli apotoli si addormentano e Gesù prega Dio Padre nell’Orto degli Ulivi. Qui Giuda con un bacio lo tradisce e lo consegna nella mani dei suoi aguzzini. Gesù viene quindi arrestato di notte dai soldati e dalle guardie dei sommi sacerdoti e dei farisei; e viene interrogato da Anna, ex sommo sacerdote molto potente e suocero del sommo sacerdote in carica Caifa; in seguito viene sottoposto al giudizio del Sinedrio giudaico capeggiato da Caifa, che formula un’accusa con cui possa essere condannato a morte. Questa tuttavia, per la legge in vigore a Gerusalemme, non poteva essere attuata dalle autorità ebraiche. Nel frattempo, come Gesù aveva preannunciato, Pietro lo rinnega tre volte. Il Figlio di Dio viene quindi condotto dal governatore romano Ponzio Pilato: sul suo capo pende l’accusa di essersi proclamato re dei Giudei, ledendo la maestà dell’imperatore. Pilato è consapevole che Gesù non ha alcuna colpa e per questo lo manda da re Erode: questo lo interroga ancora, poi del tutto disarmato, non trova altro da fare che insultarlo e dopo averlo rivestito di una splendida veste lo rimanda da Pilato. Il governatore chiede al popolo che colpa abbia Gesù, ma poi al grido di flagellarlo, fa eseguire questa prima condanna per calmare il popolo; in seguito quando viene chiesto di crocifiggerlo Pilato chiede al popolo se intendevano scegliere fra Gesù e un ribelle prigioniero di nome Barabba, che aveva molti morti sulla coscienza, ma anche in questa scelta il popolo si esprime a favore di Barabba. Per questo Ponzio Pilato si lava le mani e condanna Gesù.