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PASQUA/ I carcerati di Padova: anche qui dentro possiamo "risorgere"

Pubblichiamo, in occasione della Santa Pasqua, tre brevi testimonianze che ci arrivano da tre detenuti del carcere di Padova, uno dei quali durante la Pasqua riceverà il battesimo

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Pubblichiamo, in occasione della S. Pasqua, tre testimonianze di detenuti. Si tratta di tre brevi lettere che loro stessi si sono offerti di scrivere e pubblicare, per far conoscere all’esterno il significato che ha per loro la grande festa cristiana della Resurrezione. Bledar Dinja, albanese di 37 anni, ergastolo, Alberto, 46 anni, due ergastoli, Franco, 45 anni, ergastolo, non “guadagnano” nulla, in termini giudiziari, da questo gesto. Continueranno a scontare la condanna. Ma, come scrive Franco, «chiedendo la Sua misericordia vivo in un modo che non è più così oscuro». È quello che tutti e tre, giorno dopo giorno, hanno fatto e continuano a fare in questo loro tempo di detenzione. A metà maggio Bledar Dinja entrerà a far parte della comunità cristiana e riceverà il sacramento del battesimo con il nome di Giovanni.

Carissimi amici,

che bello vivere così! Siamo di fronte ad una realtà che mai potevamo credere se non perché l’abbiamo toccata con mano. Quella realtà che tutti gli amici della cooperativa ci insegnano giorno dopo giorno ad affrontare con semplicità.

È sempre una fatica essere attenti a ciò che accade, ma quando si hanno di fronte degli amici che ci aiutano il risultato è sempre quello di un bambino che rimane stupito di fronte ad una cosa misteriosa che oggi abbiamo capito che è Gesù presente di fronte a noi, in mezzo a noi, in noi.

Sì, perché non ci sono trucchi, non è uno qualunque che ci fa vedere le cose che accadono: le cose accadono perché sono volute da uno molto più grande di noi.

Crediamo che vivere così valga veramente la pena.

Si potrebbe dubitare al primo impatto di ciò che ci ha investito, ma solo il tempo ha confermato l’amabile verità. Il ritrovarsi, il cercarsi in ogni momento che ci è permesso ci fa capire che abbiamo bisogno di vederci, di sentirci, di imparare da tutti. Tutto questo è meraviglioso e molti hanno iniziato ad impegnarsi a dare il meglio per vivere bene e nel bene. Ma questo non accade per una nostra capacità, ma perché è voluto da un Altro più grande di noi.

Giovanni Bledar


COMMENTI
23/04/2011 - grazie (cinzia billa)

Carissimi sono grata a voi per la testimonianza che offrite dal fondo di una circostanza così pesante. Quest'anno insegno in carcere e urge in me la domanda "Cristo può salvare anche questo? Può far sentire l'utilità dell'essere al mondo anche a chi è rinchiuso?". Voi siete la Sua Gloria, che è l'uomo vivente. resi capaci di vivere la vostra responsabilità fino in fondo.Senza pietismi. Grazie e Buona Pasqua.