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LA STORIA/ La mia conversione al cristianesimo vedendo Wojtyla in tv

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Giovanni Paolo II durante la celebrazione di una messa (Ansa)  Giovanni Paolo II durante la celebrazione di una messa (Ansa)

Io sono rimasta colpita da quell’incontro che ho fatto a 12 anni. Se non avessi fatto quell’incontro, forse oggi sarei una credente di qualche altra religione. Ma quell’incontro fatto da bambina mi ha cambiato la vita.

Che ricordo ha della religione del suo Paese?

Mi fa venire in mente soprattutto la mia nonna, che negli anni del comunismo pregava sempre di nascosto, perché il regime non voleva che lo si facesse. Io la ascoltavo, e sapevo che c’era qualcosa di grande cui rivolgeva le sue preghiere. Ma poi, una volta finito, la vita riprendeva come se non fosse accaduto nulla.

Molte persone non si possono convertire. Ha paura per la sua scelta?

Ritengo che non ci sia niente di rischioso, o almeno spero, anche perché io non sono contro nessuno. Ho fatto il mio cammino, e la mia è una scelta libera, voglio quindi solo continuare a viverla in modo libero. E rispetto con cuore tutte le persone che credono in un Dio di ogni appartenenza religiosa.

Com’è la convivenza tra religioni in Albania?

La situazione è molto tranquilla e musulmani, cattolici e ortodossi vivono molto bene insieme, come in nessun altro Paese al mondo. I musulmani si sposano con i cattolici e viceversa, e anche le amicizie tra persone di diverse religioni sono una cosa normale. Del resto l’Albania è stata atea per 50 anni e spesso le persone fanno fatica a capire a quale religione appartengono. Quasi tutte le persone, però, credono in Dio, anche se a volte non sanno molto bene di quale Dio si tratti.

 

(Pietro Vernizzi)

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