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Cronaca

IL CASO/ Il dramma di Wadil: una famiglia cattolica lo vuole ma i genitori musulmani si ribellano...

Wadil è stato rifiutato dai genitori e accolto dalle suore missionarie della Carità. Ora, spiega ANDREA AVVEDUTO, una famiglia cattolica vuole adottarlo ma i genitori musulmani si oppongono

Una delle missionarie della carità a GazaUna delle missionarie della carità a Gaza

Si chiamano missionarie della Carità. Fanno parte della congregazione fondata da Madre Teresa di Calcutta nel 1950. Da molti anni queste suore vestite di bianco vivono “povere tra i poveri” anche nei territori palestinesi. Nelle zone più drammatiche, dove lo stato non fornisce alcuna assistenza sociale e a parlare di welfare state c'è il rischio di passar per matti. Stanno per lo più in orfanotrofi improvvisati, strutture fatiscenti ma dignitose che accolgono tutti i bambini lasciati in strada dai genitori. In queste terre i bambini abbandonati sono spesso il frutto di un gesto di amore di donne musulmane per le quali è proibito dalla legge avere figli fuori dal matrimonio. A volte - come in questo caso - sono creature fragili con gravi problemi di salute.

Lui si chiama Wadil. I suoi occhi azzuri  ti colpiscono per la vivacità che sprigionano, e il suo corpo per tutti i limiti che la sua particolare condizione gli ha imposto fin da subito. Afflitto da una malattia rarissima alle articolazioni, i suoi problemi cominciano già dalla nascita. Per i genitori, una coppia musulmana con altri figli alle spalle, non è un figlio, è un problema. Decidono di liberarsene. Dopo il parto lo affidano alle suore che lo accolgono nella loro comunità. Certi che non cercheranno mai di imporre il loro credo al bambino. Ogni tanto bussano alla porta del convento per sapere come sta.

Wadil intanto cresce, circondato da mamme premurose con il velo. Per sei anni in cerca di una famiglia che lo possa prendere con sé. Ma non è semplice: l’autorità palestinese pone all'adozione dure restrizioni che hanno come discriminante - nella maggior parte dei casi - la religione di appartenenza sia del bimbo che della famiglia adottiva. In pratica, Wadil potrebbe venire accolto solo da un’altra famiglia musulmana, che tarda ad arrivare. Un giorno di qualche mese fa giunge finalmente una richiesta da una famiglia portoghese, e cattolica. La coppia chiede alle suore di portare il bimbo con sé in Portogallo.