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TUNISIA/ L’esperto: ecco l’"arma" dell’Italia contro il cinismo dell’Europa

Immigrati vengono fatti sbarcare a Napoli (Ansa) Immigrati vengono fatti sbarcare a Napoli (Ansa)

Farei un altro ordine di riflessioni. L’Italia come paese ha le mani legate e gli occhi della comunità internazionale puntati addosso. C’è chi, come ai tempi di Zapatero, sparava ai barconi e poi faceva finta di nulla, nel silenzio generale. Penso che il governo abbia fatto di tutto per evitare azioni di propaganda che non sono consentite all’Italia ma lo sono invece ad altri paesi.

La quasi totalità dei migranti, a sentir loro, sono diretti altrove: l’Italia, dicono, non ci interessa. È così?

È comprensibile che un paese francofono sia più portato, anche per motivi di relazione e di catena migratoria, a guardare alla Francia. Non dimentichiamo però che negli anni ottanta, quando cominciò l’immigrazione in Italia, quasi tutti quelli che arrivavano da noi erano diretti altrove: il sogno dell’immigrato di quel tempo era raggiungere il Nord Europa, paesi come la Svezia, o il Canada. Molti erano rifugiati politici. Poi, arrivati qui, si sono accorti che l’Italia non era poi così male. C’è sempre la possibilità che il paese di transito diventi un ripiego migliore della prima destinazione. Soprattutto se quest’ultima non si mostra così disponibile come ha fatto finora la Francia.

Cosa pensa della posizione europea?

L’Europa? Al di là del dire: Vi do quattro euro, arrangiatevi, è stata ed è tuttora latitante. Bruxelles non ha tenuto conto del «pontile» naturale che l’Italia rappresenta per tutto il continente europeo: ci hanno considerato una propaggine di importanza secondaria. Finché il problema non riguarda direttamente gli altri paesi europei, è come e non esistesse. È una constatazione amara, ma difficile da smentire.

Il sottosegretario dimissionario Mantovano aveva auspicato la concessione del permesso temporaneo. Ieri la Lega ha dato il via libera.


COMMENTI
05/04/2011 - Schengen (Mariano Belli)

Nel momento in cui i flussi aumenteranno a dismisura (e avverrà se non riusciremo a frapporre un argine in tempo), l'Europa ci escluderà da Schengen e saremo costretti a tenerceli. E cosa pensate che si stiano dicendo nell'Africa subsahariana (ma anche in Algeria, Egitto..) ora che vedono che concediamo visti provvisori? Se i vasi resteranno comunicanti, siamo destinati a diventare una propaggine dell'Africa, con tutto ciò che ne consegue. Tutto il resto sono pie illusioni...