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MALATI TERMINALI/ Cassazione: condanna per chi opera malati senza speranza

Una sentenza della Cassazione stabilisce che operare un malato considerato senza speranze, in fase terminale, è contro l'ordine deontologico. Condannati tre medici romani

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MALATI TERMINALI SENTENZA CASSAZIONE - Tre medici, che avevano operato una donna a cui erano stati dati sei mesi di vita per via di un tumore al pancreas, sono stati condannati per omicidio colposo. La donna infatti è morta dopo l'operazione. Per la Cassazione, vanno proibite le operazioni chirurgiche sui malati terminali i quali non abbiano più speranze di vita. I cosiddetti malati terminali insperabili che siano afflitti da patologie che lasciano solo pochi mesi di vita. Tre medici dell'ospedale San Giovanni di Roma vengono così condannati per reato di omicidio colposo. Chi opera un malato in condizioni terminali, sempre per la Cassazione, viola il codice deontologico. Questo anche nel caso che sia stato il paziente a chiedere l'operazione, o che il paziente abbia dato l'assenso.  Lo sottolinea la Cassazione confermando la condanna per il reato di omicidio colposo nei confronti di tre medici dell'ospedale San Giovanni di Roma che avevano operato, provocandone la morte, una donna di 43 anni che aveva solo 6 mesi di vita per un tumore al pancreas con metastasi diagnosticate e già diffuse ovunque.

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